È Primavera!

Ieri è cominciata la Primavera secondo i meteorologi, ma il giorno tradizionale per il primo giorno di questa stagione è oggi. Quest’anno, a giudicare dal clima,  è sicuramente in ritardo, ma per consuetudine io la considero “in azione” da oggi.
Adesso quindi prendetevi qualche minuto per voi. Sedetevi, chiudete gli occhi e rilassatevi ascoltando Vivaldi.
Qualche volta all’anno si può fare, no? Vedrete che il vostro umore ne guadagnerà.

 

Le polemiche tv di #BallandoConLeStelle @Ballando_Rai

L’argomento di oggi è decisamente scottante 😊. Sabato scorso tornando da teatro (che è sempre il meglio che si può fare: cercate di andare a teatro quando potete, o al cinema, o a un concerto: insomma a un evento da vivere dal vivo in modo collettivo. La televisione qualche volta bisogna lascarla perdere) mi è capitato di vedere un pezzo di “Ballando con le stelle”, trasmissione che non amo particolarmente. Vista l’ora abbastanza tarda però la pigrizia mi ha lasciato su Raiuno e mi è capitato di vedere il tanto discusso “gran rifiuto” di Ivan Zazzaroni. Per chi non lo sapesse in gara quest’anno c’è un tal Giovanni Ciacci, costumista, omosessuale dichiarato, che, per la prima volta nella storia del programma TV, si esibisce in coppia con un uomo, “same sex dance” quindi. Ciacci balla decisamente male, secondo me, ma non ho trovato assolutamente nulla di scandaloso nella sua performance. Invece il giudice Zazzaroni ha dichiarato che no, la cosa non gli sta bene: “”Io non ho nessun problema con le scelte sessuali. Avevo detto già la scorsa settimana che questa cosa esteticamente non mi piace e lo confermo. Non è contestualizzato nella gara e non lo voto. Tengo le mani basse e non li voto“. Ovviamente poi ha tenuto pure a sottolineare di non essere omofobo. Su quest’ultima osservazione io ho tante riserve, ma può essere solo chiusira mentale… Come ha fatto notare Selvaggia Lucarelli, altra giudice del programma, cosa avrebbe detto delle Gemelle Kessler allora? O di Roberto Bolle e il ballerino siriano Ahmad Joudeh? O di Gene Kelly  e Donald O’Connor nei numeri strepitosi di “Cantando sotto la pioggia”? È proprio vero che tutto quanto fa parlare del programma piace comunque alla generalessa Carlucci

Le frittelle di San Giuseppe

Oggi è San Giuseppe (ed è anche la Festa del Papà ricordo a mio figlio😊). Nei miei ricordi di bambino questa giornata è legata alle frittelle, che mia nonna cucinava solo in questa giornata (non le chiacchiere ma quelli che dalle mie parti si chiamano farsò) . Non c’era l’abitudine di prepararle nel periodo di Carnevale, almeno nella mia famiglia… Ma per San Giuseppe era un rito irrinunciabile. Io le ricordo come una delle prelibatezze dolci più buone mai assaggiate nella vita. Chissà se è solo un effetto della nostalgia della fanciullezza oppure erano davvero così fantastiche.
Io comunque su internet (Il Cucchiaio D’Argento) ho trovato questa ricetta per cui sono necessari:
250 g di acqua, 150 g di farina, 50 g di burro, 4 uova, zucchero a velo, zucchero semolato, olio, sale
In una casseruola portate a bollore l’acqua con il burro e un pizzico di sale. Ritirate il recipiente, versatevi in una volta sola la farina, ponete di nuovo sul fuoco e mescolate con un cucchiaio di legno finché l’impasto si stacca dalle pareti sfrigolando.  Togliete dal fuoco, lasciatelo intiepidire e, mescolando, incorporatevi un uovo alla volta.  Prelevate l’impasto a cucchiaiate e lasciatele cadere in una padella colma d’olio bollente.
Fate dorare e quando la frittella si capovolge da sola ritiratela con la paletta bucata e asciugatela su carta da cucina. Così di seguito.  Disponete le frittelle sul piatto da portata, spolverizzatele con i due tipi di zucchero mescolati e servite subito.

Chissà se mia moglie (che comunque qualche volta le ha cucinate molto bene prima di avere il mio veto causa dieta perenne) vuole riprovare oggi… per una volta sono pronto a fare un’eccezione.
Ah: auguri a tutti i Giuseppe e a tutti i papà

Lettera aperta alla TIM @TIM_Official

Cara Tim @TIM_Official, grazie per aver sponsorizzato Sanremo, manifestazione che, come ho avuto già modo di spiegare su questo blog, seguo e mi appassiona da sempre. Per vari motivi però, anche di “opportunità famigliare”, non sono più tuo cliente da qualche anno. Lo so che vorresti che io tornassi a ricevere le tue fatture, ma, come ti ho già spiegato più volte, al momento non può accadere. Quindi è inutile che tu continui a farmi telefonare tutti i giorni da tuoi call-center, perché ti assicuro che la mia risposta sarà ogni giorno più maleducata e mi dispiace per quei poveri addetti al telemarketing. Forse è per questo che ultimamente hai affiancato alle telefonate eseguite da operatori in carne ed ossa, anche telefonate con messaggi registrati, ancora più fastidiose. In queste chiamate mi si chiede anche di selezionare 1 se sono già cliente TIM, 2 se non lo sono. Ma voi non sapete chi sono i vostri clienti? Non è un bel biglietto da visita. Non denota un’attenzione nel customer care. Ormai da giorni questo tipo di chiamata, sui miei numeri di telefonia fissa e mobile, fra l’altro anche iscritti al registro delle opposizioni, arrivano ogni giorno, anche più volte al giorno. Ho provato anche a selezionare 1 per dire che sono già cliente TIM: cade immediatamente la linea ma il giorno dopo arriva una nuova chiamata. Ho provato a scrivere a TIM, a farmi cancellare telefonando al 187: niente da fare. Cara TIM, questa tua autopromozione così aggressiva con me ha l’effetto contrario. Non sarò mai più cliente di una compagnia così irrispettosa della mia privacy. Forse se rimarrete l’ultimo gestore telefonico in Italia rinuncerò al telefono. E poi, chi mi conosce lo sa, non sono neppure mai stato un grande fan di Mina.

Chiedo scusa per l’accento sbagliato sulla È, ma l’immagine era fatta così…

Il Pane Grosso di Tortona

Visto che l’altro giorno ho parlato un po’ male della mia città, oggi recupero segnalando qualcosa di bello. E soprattutto buono. Un pane davvero speciale che se capitate a Tortona non potete farvi sfuggire: il Grosso di Tortona. Il nome scelto è lo stesso dell’antica moneta che secoli fa veniva “battuta” in città. Si produce da meno di un anno ed è preparato con la farina ricavata dal grano antico San Pastore, quasi del tutto scomparso ed ora nuovamente disponibile grazie all’impegno dell’Università del Piemonte Orientale, del Comune di Tortona, dell’azienda agricola Elilù oltre che da Coldiretti e fondazione Morando Bolognini. Fondamentali poi, ovviamente, dodici aziende che hanno coltivato l’antica varietà di grano tenero e l’hanno raccolto, permettendo così ai panificatori di produrre il Pane Grosso di Tortona. L’iniziativa ha avuto decisamente successo e ogni settimana – il pane viene prodotto solo il mercoledì e il sabato – se ne consumano oltre 350 chili! Personalmente lo trovo fantastico: pane ne mangio poco e quindi lo voglio davvero buono. Ve lo consiglio senza dubbio. Lo trovate nelle panetterie e rivendite che espongono il logo che vedete come immagine di questo post. Buon appetito.

Ci scusiamo per il disagio, dice @Alitalia

Ho acquistato il biglietto per un volo aereo nazionale. Il viaggio di ritorno l’ho fissato alle 21, in modo da avere tutta la giornata disponibile. Volo in classe economica Alitalia, pagato e confermato dalla compagnia aerea. Tutto questo on line, nella giornata di domenica. Il martedì ho ricevuto una e-mail da noreplay@alitalia.it (cioè una casella di posta a cui non è possibile rispondere) che diceva laconicamente “Il tuo itinerario di volo ha subito la seguente variazione”: in pratica il volo delle 21 non esisteva più ed ero spostato su quello delle 17.50. La comunicazione proseguiva con “Scusandoci per il disagio ti invitiamo a rivolgerti per assistenza…”. Cosa mi rivolgo a fare? Io devo viaggiare in quella giornata e quello su cui sono stato spostato è l’ultimo volo da quella località. Ma mi domando se tutto questo è corretto. Prima di tutto non ti ho autorizzato a darmi del tu, non ci conosciamo, non ci frequentiamo, io sono il cliente e quindi mi dai del lei. Ma a parte questo particolare ameno, se avessi dovuto io cambiare il volo avrei dovuto pagare nuovamente il biglietto, anche se in anticipo e magari su vettore quasi vuoto (mi è già capitato di chiedere e non mi è stato mai accordato) mentre da parte della compagnia aerea tutto è permesso. Io chiedo: è possibile che in un caso come questo i clienti non abbiano diritto ad alcun indennizzo? Quando si acquista un biglietto aereo non è come fare un contratto con la compagnia, che quindi ha degli obblighi nei nostri confronti? Fra l’altro al viaggio mancano ancora parecchi giorni: spero non venga anticipato ulteriormente per loro esigenze Ah, a me è successo con Alitalia, ma immagino che anche tutte le altre compagnie si comportino nello stesso modo…

Questione di accenti @RaiUno #LEredità

Un problema davvero di poco conto, mi direte. Ma che mi … “disturba” tutte le sere. Arrivo in cucina e vedo in televisione  il gioco finale del game-show di RaiUno “L’Eredità”. È ormai un’abitudine quotidiana, lo trovo un giochino simpatico. A volte indovino a volte no. Sul finale partono i brevi titoli di coda. In particolare appare la scritta Il programma é stato realizzato dalla Direzione Produzione…: sì proprio scritto così, con l’accento sbagliato sulla voce del verbo essere, é invece di è. Tutte le sere così. Tutte le sere mi irrita. Capisco che sono io che dovrei farmi curare. Resta indubitabile che è scritto in modo sbagliato e non è bello per la prima rete televisiva italiana. Vi prego: correggetelo. 😊 D’altra parte avevo già detto di essere un po’ maniaco in uno dei primi post di questo blog intitolato “Il Saccentino” che potete leggere a questo link.

Benvenuti a Tortona

Oggi un argomento di nuovo a carattere locale, ma anche stavolta credo di casi simili ce ne siano in ogni parte d’Italia. Vi avevo parlato un po’ di giorni fa della triste accoglienza che Tortona riserva a chi arriva in auto dalla A7 e A21 (vedi il post del 28 febbraio ) e mi ero ripromesso di parlare della visione che appare a coloro che invece giungono in città con il treno: un cassone sporco e inutile.

In effetti un tempo era una fontana, a mio parere già triste e piuttosto brutta quando era in funzione. Ma ora è davvero indecorosa, ne converrete. Capisco bene che i problemi della città siano altri, ma appunto quelli risolvibili con poco si dovrebbero affrontare.  Potrebbe essere un privato, ad esempio, a trasformarla – come investimento pubblicitario –  in una bella aiuola occupandosi poi anche della manutenzione (senza manutenzione in breve sarebbe ancora peggio). Oppure eliminare del tutto la struttura: senza niente è sicuramente meglio, no?
Solo un cartello ben fatto con la scritta: “Benvenuti a Tortona”.

La sagra del luogo comune

L’altro giorno il giornale on line locale “Oggi Cronaca”, che tratta notizie dal territorio di Tortona, ha pubblicato la lettera di un lettore che criticava la linea editoriale del quotidiano stesso. Vi inviterei a leggere quella lettera a questo link. Le opinioni sono riportate con pacatezza e riguardano, non tanto (e solo) le idee populiste verso i migranti presenti in città, quanto il modo di trattare le notizie su tale argomento da parte del giornale che, essendo un mezzo di comunicazione di massa, ha delle responsabilità diverse da chi ne parla al bar sotto casa tra amici. La risposta del Direttore è quanto di più banale e scontato si potesse scrivere, senza contare che dimostra che non è stato assolutamente compreso quanto il lettore intendeva. Ovviamente se non ha capito nulla il Direttore del giornale cui la lettera era diretta, figuriamoci cosa possono aver capito i lettori-sostenitori di tale testata che,  sulla pagina Facebook del giornale, hanno dato origine alla fiera del luogo comune: dagli alberghi di lusso che accolgono i migranti (bufala evidentemente dura a morire), ai cellulari di ultima generazione, agli incassi davanti ai supermercati e così via, in un crescendo di stereotipi impressionante. Manca solo “Non ci sono più le mezze stagioni” e poi i sono tutti.
P.S. : Ah: il “lettore” che ha scritto la lettera è mio figlio e per una volta la pensiamo nello stesso modo. Incredibile.

Woman

8 marzo – Festa della donna
Essere donna è un compito difficile: consiste nell’avere a che fare con gli uomini.
Joseph Conrad
Date alle donne occasioni adeguate ed esse possono fare tutto.
Oscar Wilde
Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non finisce mai.
Oriana Fallaci
Fanno delle cose, le donne, alle volte, che c’è da rimanerci secchi. Potresti passare una vita a provarci: ma non saresti capace di avere quella leggerezza che hanno loro, alle volte. Sono leggere dentro. Dentro.
Alessandro Baricco
Un uomo può indossare ciò che vuole. Resterà sempre un accessorio della donna.
Coco Chanel