Consigli di serie – Crisi in sei scene

Una mini-serie di qualche anno fa (2016) che mi era sfuggita ed è ora disponibile si Amazon Prime Video. S’intitola “Crisi in sei scene” e porta la firma di Woody Allen, che ne è anche protagonista. Diciamo subito che non si tratta di un capolavoro… tutt’altro. Quindi la consiglio solo a chi, come me, ha una grande ammirazione per Allen. Infatti, pur dando ragione alle critiche che non l’hanno giudicata troppo bene, io in ognuna delle 6 – brevi, 20 minuti ciascuna – puntate ho sempre, comunque, trovato almeno uno/due motivi che mi hanno reso felice di averla vista. Insomma: qualche risata poi arriva sempre. Nel cast, coprotagonista – ed è una curiosità – c’è Miley Cyrus. Con loro poi una bravissima Elaine May, John Magaro e la futura Mrs. Maisel Rachel Brosnahan.
Crisi in sei scene si svolge negli anni 60 ovviamente in America. Una famiglia borghese dei sobborghi riceve l visita di un’ospite che ne sconvolge completamente la vita …
Perciò ripeto: se amate Woddy Allen e ancora no avete visto questa serie… non potete assolutamente perderla. Buona visione. (Il trailer qui sotto è in inglese, ma la serie è disponibile in italiano).

L’ha detto davvero

Provate a indovinare chi ha detto questo:  “A questo punto presentiamo un bel disegno di legge contro l’eterofobia, perché non c’è differenza se vengo preso a schiaffi io o un altro”.  Sì, Matteo Salvini ha detto questo, dichiarando la sua contrarietà ad una legge sull’omofobia.
Ma ditemi: secondo voi non capisce o finge di non capire? Da quando gli eterosessuali sono una categoria a rischio che necessita di una legge per essere difesa?
Salvini: se mai sarà preso a sberle sia chiaro: non sarà perché è eterosessuale. Tranquillo. Oppure: ci mandi una mail con l’elenco di tutte le volte che è stato discriminato in quanto eterosessuale, su.

In posizione prona

L’eleganza del Generale Pappalardo in una riunione del suo “movimento” dei Gilet Arancioni, filmata da Repubblica. Tutto questo però, se  all’inizio può far sorridere, è davvero preoccupante e inquietante. E, forse ancora più di lui, sentite il discorso di una insegnante di educazione fisica secondo cui “con la seconda ondata di Covid 19 verranno a prendere i nostri bambini“. Ma il nostro Stato, la nostra scuola può permettere che i ragazzi vengano affidati, sia pure per le sole ore di educazione fisica, ad un simile personaggio che certamente non può essere definito educatore?

Zitta e ascolta!

Un video che però è la ripresa di una trasmissione radiofonica di Radio Capital. In studio c’è la scrittrice Michela Murgia, al telefono c’è Raffaele Morelli che, secondo Wikipedia è psichiatra, psicoterapeuta, filosofo e saggista. Vi lascio prima vedere il filmato, che già ne vale la pena.

Beh avete visto che, anche se ovviamente la domanda della Murgia non era certo favorevole a Morelli, la scrittrice e, in questo caso, padrona di casa ha conservato pacatezza e self control di fronte a un comportamento decisamente indisponente. Ecco come ha descritto l’accaduto il “quotidiano” (solo perché esce tutti i giorni) “Libero”.
Che rissa a Tg Zero di Radio Capital. A scontrarsi la scrittrice rosso-chic Michela Murgia e lo psichiatra Raffaele Morelli. Si parlava delle donne, di identità sessuale, e Morelli spiegava che a suo parere le bambine devono giocare con le bambole per conservare la loro “radice femminile”. Va da sé, la Murgia ovviamente trovava inaccettabile simile presa di posizione, così è partita all’attacco dello psichiatra. Ne è seguito un battibecco in cui Morelli non riusciva più a prendere la parola, dunque la sbroccata: “Stai zitta e ascolta”, ha urlato zittendo la Murgia.
Ecco. Non servono commenti, direi.