Un censimento al giorno?

Cosa censiamo oggi? I nostri vice-premier sembrano aver imparato questa parola e la usano moltissimo. Ha cominciato Salvini

ma subito Di Maio non si è tirato indietro e ha sparato

Poi?Altre idee? Fatevi avanti. Magari censire i beni culturali dimenticati che potrebbero essere valorizzati e rendere economicamente? No quello no, eh?

La classe non è acqua

Forse l’ho già scritto in passato, ma non importa. Leggo dai giornali che il volto storico (ma il viso è un po’  troppo cambiato secondo me 😊 ma magari mi sbaglio) dello sport RAI Paola Ferrari ha lanciato dei tweet al vetriolo sulla trasmissione tv di Mediaset dedicata ai Mondiali. Criticare è lecito, ma se fai lo stesso lavoro magari è meglio farlo solo in privato. Altrimenti prima di tutto puoi passare per invidioso poiché questa volta la RAI non trasmette i campionati del mondo. E poi perché fai la figura di quei lavoratori (idraulici, muratori, elettricisti) che quando arrivano a casa tua per una riparazione hanno sempre da ridire sui colleghi che sono intervenuti prima di loro… Per promuovere il tuo lavoro non c’è bisogno di denigrare quello degli altri. Insomma in questo caso davvero un bel tacer non fu mai scritto.

The Winner Takes It All

Inutile girarci intorno e farci illusioni. Hanno vinto loro. Noi – intendo chi la pensa come me – siamo ormai per la maggioranza degli italiani solo i “buonisti” oppure i “pidioti” (pure io che non mi sono mai sognato di votare il PD). Inutile controbattere con cifre o dati reali. Vince sempre e comunque chi segue le sensazioni diffuse, la situazione percepita. Chi proclama di combattere le paure e i risentimenti. Chi diventa il paladino degli italiani contro i diversi, gli “invasori”. Facciamocene una ragione. Le tesi “aiutiamoli a casa loro”, “portano le malattie”, “ci rubano il lavoro”, “sono trattati meglio degli italiani terremotati”, “come fanno ad avere gli smartphone di ultima generazione”, ecc. piacciono troppo per poter anche solo minimamente pensare siano prive di ogni riscontro effettivo. Non possiamo purtroppo far altro che aspettare che il vento cambi sperando che quello attuale non faccia troppi danni, soprattutto al buon senso e al vivere civile.
#apriamolementi

Non c’è limite al peggio

È proprio vero. Quando pensiamo di aver raggiunto il punto più basso, che peggio di così non possa andare, che ci possa quindi essere una speranza per risalire la china, ecco che arrivano notizie che rimettono tutto in gioco. Non c’è mai limite al peggio: tutto può sempre ulteriormente peggiorare. Teniamo presente.