La buona azione: 1 Kg di auguri

Ogni tanto qualche notizia che … scalda il cuore. Questa arriva anche da vicino, rispetto alla mia città, e l’ha raccontata il quotidiano La Stampa.

Luca Marenco ha una vita serena, una bimba piccola e una passione immensa per i gelati e per la sua gelateria Lung’Orba di Ovada, in provincia di Alessandria. E così, pensando di non avere bisogno di altro per essere felice, per i suoi 40 anni non ha chiesto regali per sé, ma offerte da destinare ai pacchi alimentari della Caritas. Un’iniziativa lanciata sui social con tanto di hashtag, #unKgdiAuguri: “Ma di certo non mi aspettavo questo successo”, racconta con gli occhi che luccicano. Perché in meno di un mese ha raccolto quasi 300 chili di beni di prima necessità, tra pasta, zucchero, alimenti per neonati. “Un’esperienza che dimostra che tante persone hanno voglia di fare qualcosa di bene, basta stimolarle – continua Marenco – E poi che i social, se ben utilizzati, sono uno strumento prezioso: il mio messaggio si è diffuso velocemente e ho ricevuto offerte da persone che neanche conoscevo”.

di Giulia Destefanis

La lettura di oggi – Manifesti razzisti… verso gli italiani

Beh… anche se il razzismo non esiste in Italia, “io non sono razzista ma”, “tu bambina qui non ti siedi perché non sei bianca”, ecc. ecc. , c’era forse da aspettarsi pure questo. Dal quotidiano online OPEN

Sia l’Ordine nazionale dei medici che il M5s della provincia di Bolzano hanno presentato un esposto

Un cadavere su un lettino dell’obitorio e la scritta «Il medico non parlava tedesco», questi i manifesti diffusi a Bolzano dal partito separatista Suedtiroler Freiheit che chiede la separazione dell’Alto Adige dall’Italia e dunque il ricongiungimento all’Austria.

Appeso al dito c’è anche un cartellino con su scritto: «Qui muore il diritto all’uso della madrelingua»; sotto, invece, si legge: «Per capire e curare i pazienti, i medici del Sudtirol devono essere in grado di parlare tedesco. Lottiamo per i tuoi diritti».

Un attacco chiaro e forte ai medici italiani che lavorano nelle strutture sanitarie del Sudtirol e che, però, non sarebbero in grado di rapportarsi con la maggioranza della popolazione, di lingua tedesca.

Sia l’Ordine nazionale dei medici che il M5s della provincia di Bolzano hanno presentato un esposto in Procura.

«Quel manifesto fa passare un messaggio pessimo: allarmistico per i cittadini, offensivo per i medici e, soprattutto, lesivo per il rapporto di fiducia che è alla base della relazione di cura: va ritirato, e subito» ha detto il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, Filippo Anelli. «Un chiaro incitamento all’odio razziale», lo ha definito Diego Nicolini del M5s di Bolzano.

Questa la nota di Suedtiroler Freiheit: «Se il medico non capisce il paziente e viceversa, può portare a situazioni pericolose. Il settore sanitario in particolare è un’area molto delicata in cui si desidera comunicare nella propria lingua madre. Molti cittadini non possono comunque fare molto con la terminologia medica, figuriamoci in una lingua straniera. La salute è meno importante nella logica dell’Italia. Questo è razzismo aperto e una palese violazione dello Statuto di autonomia».

Ma no… il razzismo non esiste…

Io sono Giorgia!

Questo video spopola sul web, e pure la…”canzone”. Ne ha parlato anche Luciana Littizzetto. Il problema è che a qualcuno piace davvero… il concetto… Che tristezza.

Come si cambia eh… Era solo il 2009, dieci anni fa quando …

Che le sarà successo in questi dieci anni?

La lettura di oggi: E vanno pure in chiesa – Boia chi trolla

Oggi ben due letture, per chi si fosse perso questi articoli

Da L’Amaca di Michele Serra di qualche giorno fa.

Per una città europea nota e amata, bella e benestante, con alta qualità della vita, il fatto che un suo luogo pubblico sia deputato, da almeno vent’anni, a ospitare adunate naziste, non è un problema. Solo così si spiega la serafica assuefazione che le istituzioni veronesi (compreso allenatore e presidente del Verona Hellas) mostrano in merito all’oramai stabile insediamento nazista nella curva dello stadio Bentegodi di Verona. Si sa che l’estrema destra, a Verona come in parecchi altri posti, è componente del governo cittadino. Rimarrebbe, almeno sulla carta, la necessità della destra “moderata” di salvare la forma (che in provincia, una volta, era tutto o quasi), prendendo le distanze dagli energumeni razzisti che governano un pezzo molto visibile della città: la curva del suo stadio.

Ma no. Non è un’esigenza della Verona per bene, distinguersi dalla curva che ulula contro i neri e festeggia Hitler come il migliore dei bomber. Verona si attaccherà, anche per i prossimi vent’anni, a tutti i possibili distinguo, molto comodi per negare l’evidenza: non tutti sono nazisti, in quella curva; non tutte le domeniche fischiano i calciatori neri, a volte si prendono un turno di riposo; sono “solo ragazzi”, anche se i capi hanno superato la quarantina; il calcio è calcio e non c’entra con la politica.

Lo diranno. Tutto pur di non ammettere: abbiamo un problema di nazismo, a Verona, e ce l’abbiamo da molto tempo (qualche barbone bruciato, qualche rogo di “impuri”). Come sempre, non sono i pochi energumeni violenti a fare paura. È la maggioranza di borghesucci che fa finta di non vedere e di non sapere. E vanno pure in chiesa.

Sempre ironico invece Luca Bottura e il suo Boia chi trolla

Buongiorno e bentornati a #bravimabasta 33, la rubrica medica al passo coi tempi. Oggi parliamo di udito selettivo, un fenomeno che affligge principalmente ex ministri puritani che abbiano richiesto l’abolizione delle leggi contro l’apologia di fascismo.

Ci scrive il signor Fontana da Verona: “Caro Bottura, ieri ho negato sui social l’esistenza di cori razzisti contro Mario Balotelli durante Verona-Brescia ma tutti scrivono di averli sentiti. Cosa mi succede? Sono curabile?”.

Gentile signor Fontana, la sua è appunto la sindrome dell’udito selettivo, una patologia di origine psicosomatica che fu scoperta negli Anni Venti dal fratello di Gustav Jung: Neil Jung. La sindrome inibisce la funzione del martelletto posto nell’apparato uditivo, per timore che prima o poi si sviluppi anche una falcetta, e produce sintomi molto fastidiosi che in alcuni casi portano al sostegno di ultrà nazifascisti. La cura esiste ma normalmente richiede almeno un Ventennio. Nel frattempo le consiglio degli impacchi con asciugamani roventi: non servono a niente, ma almeno mi sarò preso una discreta soddisfazione.