Non rinviate il vaccino

Un articolo apparso qualche giorno fa su La Stampa a firma Marina Palumbo mi ha particolarmente colpito. Lo riporto qui sperando possa smuovere qualche indeciso, qualcuno che continua a rimandare. Non fatelo.

Quando è stata ricoverata per Covid, Davy Macias, un’infermiera californiana specializzata in ostetricia, era incinta di sette mesi. Aveva 37 anni, aspettava il suo quinto figlio e per questo aveva esitato a vaccinarsi. Aveva in mente di farlo dopo la nascita, ma non ha fatto in tempo. Non ha fatto in tempo neanche a conoscere sua figlia, perchè i medici l’hanno aiutata a partorire con un cesareo mentre era intubata, ma lei è morta prima di poter vedere la bambina.

Anche il marito, Daniel Macias, si è infettato. Aveva 38 anni ed era in cura nello stesso ospedale quando ha saputo della nascita di sua figlia. Gli infermieri gli hanno mostrato le foto della bambina, prima che anche lui morisse per complicazioni del virus, meno di due settimane dopo, lasciando la neonata senza genitori nè un nome.

Quando l’ospedale ha chiamato per chiedere quale nome assegnare alla piccola, Terry Macias, la nonna che ora si occupa dei cinque bambini, ha detto loro: «Aspetterò che sia mio figlio a darle un nome». A oggi, come è accaduto in ospedale, la famiglia la chiama «Baby Girl», bambina.

Davy e Daniel Macias  sono morti il rispettivamente il 26 agosto e il 9 settembre. Lasciano cinque bambini di età compresa tra 3 settimane e 8 anni.

Ex maestra d’asilo recentemente in pensione, la nonna, Terry Macias, crede che suo figlio e sua nuora abbiano contratto il virus dopo un recente viaggio di famiglia in un parco acquatico al coperto. Doveva essere l’ultimo saluto all’estate prima di tornare a scuola.

 

Le serie che ho visto: Black Spot (Zone Blanche)

Se pensate che Spoleto sia una città pericolosa visto i crimini che Don Matteo deve sempre risolvere, ecco che questa serie franco-belga vi farà conoscere Villefranche che è sicuramente peggio. Ma si tratta di una città fittizia in mezzo alla foresta tra le montagne, dove è ambientata, appunto Black Spot (Zone Blanche), che trovate su Netflix.

Si tratta di due stagioni per un totale di 16 episodi che, nonostante l’alto numero di azioni illegali in un luogo ristretto, sono interessanti e ben interpretati.  La serie ha come protagonista il capo della gendarmeria locale, il maggiore Laurène Weiss, alla quale si affianca il procuratore venuto dalla città Frank Siriani. Indagando su strani omicidi e sparizioni che si scoprono essere legate a riti pagani di adorazione delle divinità celticheBlack Spot è un thriller avvincente e conturbante. Mi è piaciuta., forse anche per il tocco un po’ soprannaturale che è presente nel racconto. Enjoy.