Tonya

Avete visto il film “Tonya”? Mi è piaciuto moltissimo e ve lo consiglio. È la vera storia di Tonya Harding, interpretata da Margot Robbie, protagonista nel 1994 di uno dei più noti scandali sportivi degli Stati Uniti. Il film è stato premiato con l’Oscar alla miglior attrice non protagonista, Allison Janney, per il ruolo della madre di Tonya. Nonostante una grave forma d’asma, la Harding riuscì a divenire una campionessa a livello internazionale, prima pattinatrice americana ad eseguire il difficilissimo triple axel. La sua carriera fu macchiata dal  coinvolgimento nel 1994 nell’aggressione alla pattinatrice Nancy Kerrigan, che venne aggredita da uno sconosciuto che la colpì alle gambe. Costretta a ritirarsi momentaneamente, la Kerrigan non partecipò ai campionati nazionali, che sono stati vinti dalla Harding. Le indagini degli inquirenti dimostreranno come l’aggressore Shane Stant fosse stato pagato da Jeff Gillooly, ex marito della Harding. La pattinatrice ha sempre negato ogni coinvolgimento, ammettendo però in un secondo momento di sapere che l’aggressione avrebbe avuto luogo. Il film racconta proprio questa storia, e lo fa con una narrazione avvincente del regista Craig Gillespie e con una grande interpretazione di tutto il cast. Una vicenda dove la realtà supera davvero la fantasia, perché tutto quello che è raccontato è incredibilmente vero. Il tutto con una colonna sonora rock davvero perfetta. Alla fine, tutto sommato, si prova anche simpatia per la protagonista. Tonya Herding, quella vera, ora partecipa al programma tv americano “Ballando con le stelle” (per la cronaca Nancy Kerrigan vi ha già preso parte nella scorsa edizione…). Tutto il mondo è paese. Davvero.

I Baci Dorati di Tortona

Ho visto che i post che parlano di cibo sono sempre molto letti. Siamo un popolo di golosi, evidentemente 😊. Vi ho parlato del Pane Grosso di Tortona, ma l’altra specialità gastronomica per cui la mia cittadina è conosciuta è senza dubbio quella dei Baci Dorati, prodotto che si può trovare solo nella mia cittadina. Si tratta di una rivisitazione dei classici Baci di Dama, che si trovano comunque ottimi nelle varie pasticcerie del centro. I Baci Dorati, invece, sono prodotti solo dalla Pasticceria Vercesi, che ha sede nei Portici vicini alla Piazza del Duomo, e che fu aperta nel 1898. Nei primi anni del 900 il cavalier Stefano Vercesi brevettò questa variante ai Baci di Dama, dove aveva sostituito le nocciole con le mandorle ed aggiunto cacao nell’impasto. Furono così presentati alla Fiera Internazionale di Milano nel 1906, vincendo il massimo premio di pasticceria dell’epoca. Che dire: una vera meraviglia per il palato. A Tortona tutti li conoscono, ma ormai sono famosi un po’ ovunque e chi capita in città non riparte senza averli acquistati.  Ho fatto una ricerca nello scrivere questo post e ho visto che ora c’è anche un sito che li vende online. Enjoy, direbbero gli americani!

Consigli di serie


Questa volta vi voglio parlare per la prima volta di una serie italiana. Del resto è anche, secondo me, la prima che si può definire proprio “serie” e non “fiction”. È appena terminata la messa in onda di 12 episodi su Raidue, a breve sarà nel catalogo di Amazon Prime Video e credo sia ancora disponibile su Raiplay. In ogni caso se ve la siete persa cercatela perché davvero ne vale la pena. Sto parlando de “Il Cacciatore”, per la regia di Stefano Lodovichi e Davide Marengo e l’interpretazione del bravissimo Francesco Montanari, premiato come miglior attore al festival delle serie TV di Cannes. Il Cacciatore narra le vicende di Saverio Barone, un giovane PM che nei primi anni Novanta diventa il protagonista della “caccia” ai mafiosi nella stagione immediatamente successiva alle stragi di Capaci e Via D’Amelio. È quindi ispirata a una storia vera, anche se ovviamente con diverse licenze narrative. Trovo che sia scritta, interpretata e diretta molto bene, con un ritmo mai visto per un prodotto italiano e con un modo di raccontare che davvero ne fanno una “serie” e non un “teleromanzo” o “fiction” se vogliamo usare un termine più in voga. Oltre a Montanari anche tutti gli altri interpreti sono decisamente credibili e la vicenda è sviluppata con ritmo in modo verosimile, compresi i personaggi negativi ma realmente esistiti. Per una volta facciamo i complimenti all’industria italiana anche nel campo delle serie tv.

Che snob questi francesi

Il Festival di Cannes ha messo al bando i “selfie”.  Autoscatto vietato sui red carpet della Croisette. Lo ha deciso Thierry Fremaux, curatore della rassegna francese. Ha detto che  “A Cannes si va per guardare, non per essere visti” ( e questo sarebbe anche da verificare…)  e Pierre Lescure, Presidente del Festival, ha aggiunto che i selfie sono banali e nella maggior parte dei casi anche brutti da vedersi. Roba che Belen potrebbe anche azzannargli la giugulare. Sarà un divieto osservato? Anche le star amano molto riprendersi e postare le immagini sui social. Nell’era di Instagram mi sembra una decisione troppo fuori dal tempo: meno selfie significa anche meno presenza pubblica per il festival. Ma non è l’unica decisione controcorrente della prossima edizione di questo storico festival: le produzioni Netflix non sarebbero state ammesse in gara ma solo fuori concorso. Come se fosse il mezzo di diffusione a nobilitare il prodotto e non il prodotto stesso. E così Netflix ha deciso di disertare la manifestazione. Anche in questo caso la decisione mi appare almeno bizzarra…
Come sono snob questi francesi!

Una bella notizia: il teatro di qualità esiste

Ieri dopo tanti, troppi anni, sono stato al Piccolo Teatro di Milano, sede “storica”, quella di Via Rovello dove in gioventù ho apprezzato i mirabili spettacoli di Giorgio Strehler. Sono stato per “Copenaghen”, cui avrei dovuto assistere al Teatro Civico di Tortona mesi fa, ma che era stato rinviato causa neve. È stato riprogrammato per lunedì prossimo, ma in quella data purtroppo non avrei potuto essere presente. Mi interessava molto, sia perché i testi di Michael Frayn in genere mi piacciono molto, sia perché avevo perso anche la prima edizione, quella di 18 anni fa con lo stesso cast e la stessa regia di oggi, un cast cui sono molto legato per vari motivi: la regia di Mauro Avogadro e in scena Umberto Orsini, Massimo Popolizio, Giuliana Lojodice. Tutti davvero strepitosi. Il Piccolo ieri sera era anche gremito di giovani, che hanno seguito rapiti l’ora e quarantacinque minuti di rappresentazione senza intervallo, tributando alla fine un applauso davvero sincero e convinto a questi attori perfetti, che non ti fanno perdere neppure una parola, che sono attenti a quello che dicono e a come lo dicono, che sono tutti perfettamente in parte: insomma sono degli attori, veri. Del resto Umberto Orsini e Giuliana Lojodice fanno davvero parte della storia del nostro teatro e fa piacere vedere questo affetto anche da parte delle giovani generazioni. In un luogo che ricorda un’aula di fisica, immersi in un’atmosfera quasi irreale, tre persone, due uomini e una donna, parlano di cose successe in un lontano passato, cose avvenute tanto tempo prima, quando tutti e tre erano ancora vivi. Sono Niels Bohr (Orsini), sua moglie Margrethe (Lojodice) e Werner Heisenberg (Popolizio). Il loro tentativo è di chiarire che cosa avvenne nel lontano 1941 a Copenaghen quando improvvisamente il fisico tedesco Heisenberg fece visita al suo maestro Bohr in una Danimarca occupata dai nazisti. Entrambi coinvolti nella ricerca scientifica, ma su fronti opposti, probabilmente vicini ad un traguardo che avrebbe portato alla bomba atomica, i due scienziati ebbero una conversazione nel giardino della casa di Bohr, il soggetto di quella conversazione ancora oggi resta un mistero… Insomma è anche un testo che fa davvero riflettere, ancora di attualità ai giorni nostri. Amici di Tortona non perdetelo lunedì 23 aprile se ancora riuscite a trovare posto. E non lo perda neppure il pubblico di Napoli e di Chieti dove Copenaghen sarà rappresentato nelle prossime settimane. Ed è già annunciato un nuovo tour per la prossima stagione. Ogni tanto una bella notizia fa bene.

Crozza e la Juventus

Io, come chi mi conosce sa, non seguo il calcio, a parte – per folclore –  i Mondiali (e quest’anno mi risparmio pure quelli). Ma sulla famosa partita della Juventus persa per rigore a tempo scaduto ovviamente so tutto pure io. Per giorni non si è parlato d’altro. I social erano pieni di battute di spirito (da parte di non juventini ovviamente), alcune anche molto divertenti. È un po’ il gioco delle parti secondo me, che dopo qualche tempo bisogna anche saper smettere. E invece ancora l’altra sera, leggo sui giornali, il comico Maurizio Crozza ha pensato bene di riprendere l’argomento, ormai già sviscerato da ogni angolo sul web, cercando ancora di far ridere. La cosa ha provocato la reazione del giocatore della Juventus che ha causato il rigore che, sempre via social, ha risposto in modo poco elegante a Crozza.  Intanto l’arbitro della partita deve girare con la scorta perché minacciato dai tifosi. Non sarebbe il caso a questo punto di smetterla? Credo che Crozza poteva davvero evitare di parlarne. Anche perché non ha aggiunto nulla, ha ripetuto (come fa spesso) battute già sentite sui social ed ha utilizzato un linguaggio davvero poco elegante. Io – l’ho sempre “professato” –  non sono tra gli ammiratori dell’attore genovese, ma invece davvero vi ha fatto ridere l’altra sera? (il video è qui sotto)

Quando la realtà supera la fantasia

Su La Repubblica di domenica scorsa, e credo anche su altri mezzi di informazione, è comparsa la notizia della coppia genovese che ha trovato dentro un’insalata in busta prodotta a Bergamo… un topo morto. Poiché avevano già consumato parte delle verdure, in Ospedale sono stati sottoposti a terapia antibiotica. Esperienza abbastanza scioccante direi. Ma quello che mi ha colpito dell’articolo in realtà è il finale, dove il giornalista spiega che questo non è il primo caso balzato agli onori della cronaca. Nel 2013 “un ragazzo belga ha trovato nella sua insalata confezionata una piccola rana: dopo aver denunciato il caso, lo studente decise di adottare la bestiola”. Anche se non è scritto, quindi, si deduce che l’animale fosse VIVO! Non è incredibile? Davvero spesso la realtà supera la fantasia! (qui sotto la foto, pubblicata nel 2013, dello studente Vincent Fissette con la “sua” rana).

Come perdere il proprio tempo – 3

Breve storia triste – 3
Devo fare le analisi del sangue, controllo periodico, senza urgenza. Da un po’ di tempo rimandavo, pur avendo già la prescrizione medica. Pressato da mia moglie, venerdì scorso decido di alzarmi presto e di togliermi il pensiero. Era venerdì, venerdì 13: questo doveva essere già un presagio, forse. Non sono ancora le 7 e mi avvio di buon passo verso il vicino Ospedale, entro nella sala d’attesa del laboratorio analisi e ci sono già circa 10 persone in attesa di ritirare il ticket dalla macchinetta elimina-code. Dalle sette in punto inizia la distribuzione dei numeri e sono molto orgoglioso di me: sono il 10, non era mai successo nelle volte precedenti quando, pur con la prenotazione ora non più possibile (se c’è una cosa che funziona, sempre meglio eliminarla), ero sempre almeno dal numero 20 in su. Mi siedo in attesa delle 7.30 quando è fissata l’apertura degli sportelli di accettazione. Controllo la posta sul cellulare, mi guardo intorno dove ormai le persone entrate sono almeno 50, leggo un po’ di avvisi affissi sui muri tra cui mi cade l’occhio su uno che parla di uno sciopero nazionale di due giorni del comparto infermieristico, fissato per il 12 e13 aprile. Pofferbacco penso (no, non proprio così ma mi spiace essere volgare): ma è OGGI quindi. Avviso gli altri che mi dicono che sicuramente gli addetti non avranno aderito allo sciopero altrimenti ci avrebbero avvertito. Io non ne sono così sicuro… del resto lo sciopero deve creare disagio altrimenti non serve a nulla (secondo me non serve a nulla comunque in questo caso, ma sorvoliamo). Quando alle 7.30 gli sportelli non aprono il malumore comincia a serpeggiare. Alcuni minuti dopo esce un gentile signore che fa notare a tutti il acrtello di cui sopra e che ci avverte che poiché solo un infermiere non ha aderito alla protesta non è possibile procedere al prelievo per tutti i presenti ma che saranno eseguite solo le urgenze. Torno a casa.
Fine della breve storia triste – 3.