Quanto sei bella Roma, ma…

Sono da sempre innamorato di Roma, ci torno spesso molto volentieri ma… da qualche anno il degrado della città davvero mi fa star male. Questo non vuole essere un post contro l’amministrazione Raggi. Voglio solo sottolineare che solo ieri mi è capitato di vedere due notizie che non mettono sicuramente in buona luce la nostra Capitale. La prima riguarda i manifesti che il Comune ha lasciato affiggere per la città che, oltre a far passare un messaggio chiaramente omofobo, sono anche davvero brutti.

Non entro nel merito dell’opinione, lecita, che l’utero in affitto sia una pratica contestabile, anche in caso di genitori eterosessuali.  Credo che su quell’argomento si possa essere o non essere d’accordo. Ma da quel manifesto traspare solo un’ideologia omofoba e retrograda, superata nel mondo e nel tempo e, di conseguenza, solo per menti limitate.

Per il secondo caso vi lascio con un filmato che dice già tutto!

Una buona notizia (ogni tanto)

Una di quelle notizie che ti fanno pensare che ancora esiste la solidarietà e che, quindi,  non tutto è perduto.

L’articolo di Oriana Liso su Repubblica:

Il primo giorno alla mensa scolastica, tutti assieme. Dopo settimane di polemiche e proteste, da oggi a Lodi tutti i bambini figli di immigrati che non potevano accedere al servizio per un provvedimento della giunta leghista potranno pranzare con i loro compagni. Una storia che ha provocato molte reazioni politiche, da quelle del vicepremier Matteo Salvini – che ha difeso la scelta della giunta – a quelle di diversi esponenti del Movimento 5 Stelle, da Luigi Di Maio a Roberto Fico, con dichiarazioni più morbide rispetto all’alleato di governo, tanto che Salvini ha replicato a Fico: “Faccia il presidente della Camera”.Non è una marcia indietro dell’amministrazione, però: perché è soltanto grazie a una raccolta fondi nazionale organizzata da un coordinamento di cittadini lodigiani che le famiglie dei circa 180 bambini stranieri potranno pagare il buono mensa. Una raccolta fondi, quella del coordinamento Uguali doveri, che in pochissimi giorni ha raccolto oltre 60mila euro da tutta Italia, soldi arrivati da persone indignate per la scelta del Comune di obbligare i genitori stranieri a produrre una documentazione molto difficile, se non impossibile, da reperire nei paesi di origine per poter avere le agevolazioni sul costo del buono pasto. Per questo le famiglie straniere – persone che vivono e lavorano regolarmente da anni in Lombardia -, non potendosi permettere di pagare la tariffa piena, sono state costrette a mandare a scuola i loro figli con un panino, che dovevano mangiare in un locale separato rispetto ai compagni. Con i soldi raccolti, quindi, le famiglie potranno pagare la differenza tra quanto avrebbero pagato in base al loro reddito Isee e la tariffa massima, almeno fino a dicembre. Spiega Valentina Tronconi del coordinamento: Prima di poter riequilibrare la situazione ci vorrà del tempo. Per adesso abbimo informato le famiglie che ci avevano contattato. Ma ci sono ancora molti genitori che non sanno di questa possibilità, di questo aiuto e continuano a portare i figli a casa nella pausa pranzo”. Le richieste arrivate al Comune sono 316, di cui 177 per la mensa, 75 per lo scuolabus, 43 per il pre e post scuola e 23 per gli asili nido.”Chi è in difficoltà dovrà rivolgersi al Coordinamento e dopo una veloce verifica della domanda colmeremo la differenza: se prima queste famiglie pagavano 2 euro al giorno per la mensa del proprio figlio e adesso ne devono pagare 5, la differenza di 3 euro sarà versata da noi grazie ai fondi raccolti”. Una vittoria temporanea, quindi. Perché la battaglia del coordinamento – che ha presentato un ricorso al tribunale di Milano contro il provvedimento del Comune, e verrà discusso a novembre – va avanti nella protesta. Oggi a Lodi è stato convocato un presidio sotto la sede del Comune, al Broletto, che durerà 12 ore. I manifestanti chiedono di incontrare la sindaca o l’assessora all’Educazione. Abdelrahman El Saidm, che coordina la protesta degli extracomunitari che denunciano come sia impossibile o molto difficile produrre certificati su tutte le loro proprietà nei Paesi di provenienza (non nelle città di origine, ma nell’intero Stato), spiega: “Su circa 300 domande per ora state ne sono state accolte solo 5, cosa che si ritiene inaccettabile”. Qualcosa, forse, si muove in Comune: la giunta comunale nei prossimi giorni dovrebbe elaborare una lista di Paesi esteri che verranno esclusi dalla produzione del certificato richiesto con il nuovo regolamento comunale sulle agevolazioni per i servizi legati alla scuola, come la mensa.La questione, infatti, non riguarda solo le agevolazioni per l’accesso alla mensa, ma anche al nido e al trasporto con lo scuolabus. Una situazione che, quindi, costringe madri e padri che lavorano a non mandare i figli piccoli al nido perché senza i documenti richiesti.

Acqua Ferragni

La scorsa settimana ne hanno parlato un po’ tutti. Quel genio del marketing di Chiara Ferragni (non la seguo ma ne riconosco le indubbie capacità di comunicazione) ha disegnato e firmato una bottiglia per l’acqua minerale Evian, che viene venduta a 8 Euro. Insomma, effettivamente un’enormità, ma so che non è la prima e non sarà neppure l’ultima. È chiaro che il prezzo non sia determinato dall’acqua – che è una comunissima acqua Evian, comunque di per sé già più cara delle altre – ma dal packaging. È chiaro forse, ma non per tutti, perché c’è stata addirittura un’interpellanza parlamentare da parte di un senatore di Fratelli d’Italia e pure una formale protesta del solito – di cui non ho nessuna stima – Codacons che ha scritto: “Vendere una bottiglia di normalissima acqua da 75 cl a 8 euro al litro è un fatto non solo immorale, ma potenzialmente illegittimo. Esiste infatti in Italia una legge, la 231/2005, che prevede il contrasto dei “prezzi anomali” nel settore alimentare”. Mi sembra davvero solo un’uscita per fare pubblicità all’associazione e di nessuna utilità. Escludo che tale iniziativa porti ad un aumento di tutta l’acqua minerale in commercio ed escludo anche che tutti gli italiani siano così sprovveduti da pensare di acquistare un’acqua che valga quel prezzo. Se uno la compra è perché vuole avere quel pezzo da collezione, o gli piace davvero così tanto la bottiglia da desiderare di averla in casa, magari per scherzarci con gli amici, oppure è un fan sfegatato della signora Fedez. In ogni caso fa quel cavolo che gli pare senza dover essere tutelato dal senatore o dal Codacons.

Un teatro rinato. Una grande gioia!

Oggi voglio rendervi partecipi di una grande gioia che ho provato ieri. Dopo dieci anni ho visto, magnificamente restaurato, un teatro cui sono legato da molti ricordi, perché proprio qui è cominciata la mia seconda avventura lavorativa. Sto parlando del Teatro Vaccaj di Tolentino. Nel 2008 un incendio lo aveva distrutto quasi completamente. Ma questa cittadina marchigiana, provata anche dal terremoto, ha saputo reagire e, conscia del fatto che il teatro è un luogo importante per una città, ha deciso di investire in quest’opera di recupero. Ora il Teatro Vaccaj è stato restituito alla città e vanta una prima stagione davvero di tutto rispetto. Il primo spettacolo è stato un musical, “Big Fish”, con la regia di Saverio Marconi. La sua Compagnia della Rancia è nata e cresciuta in questo teatro e non poteva esserci modo migliore di festeggiare questa inaugurazione. Un musical che mi ha emozionato davvero tanto, per la tematica affrontata e anche grazie alla straordinaria interpretazione di Giampiero Ingrassia e Francesca Taverni, con la presenza nel cast di un divertente Michele Renzullo. Bravissimi, entusiasti ed affiatati tutti i ragazzi in scena. Speriamo davvero ci sia la possibilità, in futuro, di un tour per questo spettacolo. Evviva il teatro.