Green Pass e Libertà

“La mia libertà finisce dove comincia la vostra.
Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo ancora imparato la semplice arte di vivere insieme come fratelli”.
Martin Luther King

Non è il green pass a toglierci la libertà, ma un virus contagiosissimo e molto pericoloso, che ora possiamo vincere con il vaccino.
Roberto Burioni

Io da oggi vorrei sentirmi più libero. Spero che l’obbligo del Green Pass non si trasformi nella solita buffonata all’italiana, dove nessuno fa rispettare le norme.

Io sono Massimo

Quale merito c’è nell’essere come siamo per nascita? Nessuna. Ditelo a Giorgia Meloni. Quello che mi fa davvero impressione è la folla che esulta dopo quelle parole di nessuna importanza. Comunque se volete esultare anche dopo le mie fate pure …😊

La coerenza

Giuliano Castellino, il leader romano di Forza Nuova, fermato per i disordini di sabato scorso durante la manifestazione di protesta contro il Green Pass, il mese scorso per andare allo stadio a tifare la Roma aveva presentato un regolare Green Pass.
Per la Roma si sacrificano le proprie idee granitiche, eh?
(Lo so, lo aveva già fatto notare Selvaggia Lucarelli, ma io l’ho scritto prima di leggerlo da lei, solo che lo pubblico solo oggi😊)

La terza Lega

Un titolo che fa davvero rabbrividire, vero? Non una, non due, ma ben tre. La terza Lega. Ma se guardate il video qui sotto capirete che il significato è peggio di quando si possa pensare. E’ la seconda puntata dell’inchiesta di FanPage “Lobby nera” che so avervi interessato la settimana scorsa. L’indagine giornalistica questa volta si concentra sui legami del gruppo del barone con alcuni autorevoli esponenti della Lega e delle istituzioni. Rapporti che il barone nero Jonghi Lavarini vuole concretizzare chiedendo al giornalista infiltrato una valigetta di denaro contante per finanziare la campagna elettorale dei suoi referenti politici. Se non l’avete vista ma ne avete solo sentito parlare, vi consiglio di vederla. E’ molto più sconvolgente di quanto si possa pensare.

Rachele

Lei è Rachele Mussolini. Sì proprio così. Un nome che dovrebbe già far capire tante cose.
Eppure a Roma ha avuto 4435 preferenze. 4435, vi rendete conto?
Io non posso crederci. Questa cosa proprio mi manda fuori di testa.
Meritiamo l’estinzione.
Che poi non è una colpa chiamarsi Rachele Mussolini. L’hanno chiamata così, non può farci nulla. Ma combinazione è in Fratelli d’Italia. Pensa un po’. E alla Meloni non è sembrato vero poterla candidare.

Chi consiglia chi

Da Wikipedia:
Luciana Lamorgese
Nata a Potenza l’11 settembre 1953, ha frequentato il liceo classico Pietro Colletta di Avellino e poi l’Università degli Studi di Napoli Federico II, dove si è laureata con lode in giurisprudenza, abilitandosi alla professione di avvocato. È stata membro della direzione generale per l’Amministrazione generale e per gli Affari del Personale dal dicembre 1980 al dicembre 1985, poi vice-prefetto ispettrice di Varese dal 1º gennaio 1989 al 1994. Viene nominata vice-prefetto di Varese dal 1994 al 1996, quindi ricopre il ruolo di direttrice dell’ufficio Ordinamento della Pubblica Amministrazione dall’ottobre 1996 al 2003 e di direttrice centrale per le risorse umane del dipartimento per gli Affari interni e territoriali dal 28 luglio 2003 sino al 4 agosto 2008.
Vice capo del dipartimento per l’espletamento delle funzioni vicarie del dipartimento per le Politiche del Personale dell’Amministrazione civile e per le Risorse strumentali e finanziarie dal 4 agosto 2008 al 10 dicembre 2008. Viene in seguito nominata Vice capo di Gabinetto per l’espletamento delle funzioni vicarie a partire 10 dicembre 2008 fino al 10 gennaio 2012. Ricopre poi l’incarico di Capo del dipartimento per le Politiche del Personale dell’Amministrazione civile e per le Risorse strumentali e finanziarie dal 10 gennaio 2012 al 19 luglio 2013
Lavora per il Viminale dal 1979, inizialmente presso la prefettura di Varese diventando viceprefetto ispettrice nel 1989, viceprefetto nel 1994 e prefetto nel 2003. È stata direttrice delle Risorse umane presso il Dipartimento per gli affari interni e territoriali, ricoprendo numerosi incarichi presso gli uffici centrali del ministero. È stata prefetto di Venezia dal 2010 al giugno 2013. Nel 2012 diventa capo del Dipartimento per le politiche del personale dell’Amministrazione civile. Nel 2013 viene chiamata dall’allora Ministro dell’Interno Angelino Alfano per ricoprire il ruolo di suo Capo di Gabinetto, in sostituzione di Giuseppe Procaccini, coinvolto nel caso Shalabayeva[6]. Viene confermata nell’incarico da Marco Minniti.
Nel 2017 è promossa da Marco Minniti a Prefetto di Milano, succedendo ad Alessandro Maragoni, andato in pensione.[4]. Con lei si sarebbe registrato un calo dei reati dell’8,7% nella Prefettura di Milano rispetto all’anno precedente: per questo motivo, il giorno del suo pensionamento ha ricevuto una targa di ringraziamento da Matteo Salvini.

Da Wikipedia:
Matteo Salvini
Nasce a Milano da genitori milanesi, figlio di Ettore[4], dirigente d’azienda e di una casalinga. Nel 1988, a 15 anni, partecipò a Doppio slalom condotto da Corrado Tedeschi su Canale vincendo circa 900.000 lire.
Salvini frequentò il Liceo Classico “Alessandro Manzoni” di Milano, dove si diplomò nel 1992, con una valutazione di 48/60.
Si iscrisse alla facoltà di Scienze politiche presso l’Università degli Studi di Milano, per poi trasferirsi l’anno successivo alla facoltà di Lettere (indirizzo Scienze storiche). Durante il primo anno di studi storici, Salvini – per potersi pagare gli studi e le vacanze – lavorò presso la catena di fast food Burghy.
In seguito, decise di abbandonare l’Università a cinque esami dalla conclusione del ciclo di studi, senza aver conseguito la laurea dopo dodici anni fuoricorso.
Vi sono versioni contrastanti sulle sue frequentazioni giovanili presso il centro sociale Leoncavallo. Su quel periodo ha inizialmente affermato: «Chi non ha mai frequentato un centro sociale? Io sì, dai 16 ai 19 anni, mentre frequentavo il liceo, il mio ritrovo era il Leoncavallo. Là stavo bene, mi ritrovavo in quelle idee, in quei bisogni»; tuttavia nella sua autobiografia afferma: «Io nello storico centro sociale milanese avevo messo piede una sola volta. Per un concerto. Quando la politica ancora non mi interessava». Le frequentazioni da parte di Salvini dei centri sociali milanesi sono state molto ridimensionate da un’approfondita inchiesta redatta dalla testata Jacobin.
Nel 1994, in qualità di consigliere comunale del Comune di Milano, pronunciò il suo primo discorso pubblico per difendere il centro sociale Leoncavallo dallo sgombero disposto dal sindaco leghista Marco Formentini.

Ecco. Lui consiglia lei. Come no.

Roma …

Amici romani,
vi rendete conto che avete mandato al ballottaggio un personaggio che potrebbe nominare Assessore alla Cultura Pippo Franco?
Dico Pippo Franco, che adesso è anche sospettato di avere un Green Pass falsificato.  Ha ottenuto solo 32 preferenze… comunque e adesso Michetti lo ha già scaricato …
Non dico votare questa destra che è lecito, anche se per me inspiegabile.
Ma votare Michetti???
Come avete potuto?
Vabbè che anche votare la Raggi era stato inspiegabile…

Milano!

Milano resta una grande città.
Milano resta una città multiculturale.
Milano resta una città moderna, dei nostri tempi.
Milano resta una città antifascista.
Milano, città aperta (oggi probabilmente più di Roma).

Grazie, Milano.

La lavatrice per fare il black

Se sentite qualcuno dire che ha la lavatrice per fare il black, non pensate, come avrei fatto io, ad una lavatrice specializzata nel lavaggio dei capi scuri.  No. Significa ben altro. Se non avete visto l’inchiesta di FanPage sulla “lobby nera”  andata in onda a Piazzapulita e di cui si è molto parlato per il coinvolgimento dell’Eurodeputato di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza (e non solo lui), direi che dovete assolutamente vederla. Anche se in genere non amo questo tipo di giornalismo tipo “Le iene” e sotto copertura, ci sono qui elementi che sono chiaramente indegni di un paese che vuole definirsi civile. E’ inquietante, ma occorre vedere il video. Eccolo qui: