Il saluto a Manuel Frattini

L’arte più nobile è quella di rendere gli altri felici.
(P.T. Barnum)

Tutti coloro che desiderano salutare Manuel Frattini, possono farlo al Teatro della Luna (via Giuseppe di Vittorio, 6 – Assago Milano) dove sarà allestita la camera ardente aperta al pubblico oggi, mercoledì 16 ottobre, dalle ore 14 alle 20 e domani, giovedì 17 ottobre, dalle 10 alle 13.
Il funerale sarà celebrato giovedì 17 ottobre alle ore 15 nella Chiesa Parrocchiale Santi Pietro e Paolo in via Cavour a Corsico, Milano.

Il Pinocchio che… mi ha cambiato la vita

Oggi posso solo ricordare un grande artista, un amico, un compagno di  una grande avventura, quella del musical “Pinocchio” , in Italia e a New York.

Ciao Manuel, grande artista, persona gentile e generosa. Non sono riuscito a vederti nel tuo ultimo spettacolo – ti avevo sentito quando avevamo dato l’annuncio ed eri così felice di affrontare questa nuova sfida – e sarei venuto ad applaudirti in questa stagione. Mi dispiace tanto. Non riesco a scrivere altro, oggi. Penso solo che conoscerti sia stato uno dei grandi privilegi che la vita mi ha dato.

Addio a Manuel Frattini, indimenticabile Pinocchio

Quattro risate con gli Esami Universitari

Ho ritrovato questi 4 mini-racconti incentrati su esami universitari. Non vi so dire se inventati o veri (ma credo veri) e comunque sono divertenti, secondo me. Quindi adesso ve li beccate. Spero vi strappino qualche risata per iniziare bene la giornata.

Professore:
‘È in grado di dirmi quale organo dei mammiferi riesce, una volta eccitato,
a raggiungere dimensioni pari a sei volte le dimensioni dell’organo a riposo?’
Studentessa (nota appartenente a C.L.) (arrossendo terribilmente): ‘Non saprei…’
Professore: ‘Non lo sa proprio? Ci pensi, non è difficile!’
Studente (sempre più a disagio): ‘Non mi viene in mente niente…’
Professore: ‘Su, pensi alla vita di tutti i giorni…’
Studente (in grave imbarazzo): ‘Beh…’
‘Forza signorina, si butti!’
Studente: ‘Il pene?’
(Scoppia un boato nell’aula)
Professore (calmissimo):’Complimenti a lei e al suo fidanzato, signorina. Comunque l’organo è la
pupilla.’ (Riferita come raccontata da due persone che all’epoca dei fatti, primi anni ’90, erano assistenti di un docente alla facoltà di Biologia a Milano)

Corso di laurea in Ingegneria.
Un professore di termodinamica ha assegnato un’esercitazione a casa agli studenti del suo corso di laurea. Il compito consisteva in una domanda: ‘L’inferno è esotermico (libera calore) o endotermico (assorbe calore)? Sostenete la risposta con delle prove’.
La maggior parte degli studenti ha cercato di dimostrare le proprie convinzioni citando la legge di Boyle (un gas si raffredda quando si espande e si riscalda quando viene compresso), o alcune sue varianti. Uno di loro, tuttavia,ha scritto quanto segue. ‘Innanzitutto, dobbiamo sapere come cambia nel tempo la massa dell’inferno. E quindi abbiamo bisogno di stabilire i tassi di entrata e uscita dall’inferno delle anime. Credo che possiamo tranquillamente assumere che, quando un’anima entra all’inferno, non è destinata a uscirne. Quindi, nessun’anima esce. Per quanto riguarda il numero di anime che fanno il loro ingresso all’inferno,prendiamo in considerazione le diverse religioni attualmente esistenti al mondo. Un numero significativo di esse sostiene che se non sei un membro di quella stessa religione andrai all’inferno. Siccome di queste religioni ce n’è più di una, e visto che le persone abbracciano una sola fede per volta, possiamo dedurne che tutte le persone e tutte le anime finiscono all’inferno. Dunque, stanti gli attuali tassi di natalità e mortalità della popolazione mondiale,possiamo attenderci una crescita esponenziale del numero di anime presenti all’inferno.
Ora rivolgiamo l’attenzione al tasso di espansione dell’inferno, poiché la legge di Boyle afferma che, per mantenere stabile la temperatura e la pressione dentro l’inferno, il volume dello stesso deve crescere proporzionalmente all’ingresso delle anime. Questo ci dà due possibilità: 1) se l’inferno si espande a una velocità minore di quella dell’ingresso delle anime, allora temperature e pressione dell’inferno saranno destinate a crescere,fino a farlo esplodere; 2) naturalmente, se l’inferno si espande più velocemente del tasso d’ingresso delle anime, allora temperatura e pressione scenderanno fino a quando l’inferno non si congelerà. Dunque, quale delle due è l’ipotesi corretta? Se accettiamo il postulato comunicatomi dalla signorina Paola M. durante il mio primo anno all’università, secondo il quale ‘farà molto freddo all’inferno prima che io te la dia’, e considerando che ancora non ho avuto successo nel tentativo di avere una relazione sessuale con lei, allora l’ipotesi 2 non può essere vera. Quindi l’inferno è esotermico’. Lo studente ha preso l’unico 30.

Esame di Filosofia.
Il professore mostra un mazzo di chiavi e chiede:’Dunque, giovanotto, mi dimostri che queste sono mie…’.
Lo studente (preso malissimo):’Ehm, sì, quindi, ehm…’.
Professore: ‘Allora, che aspettiamo?’.
Studente: ‘Io, dunque… Aristotele… ehm…’.
Professore: ‘Se ne vada, torni al prossimo appello.‘
Studente (si alza e fa per portarsi via le chiavi): ‘Arrivederci…’.
Professore: ‘Ma che cosa fa? Dove va con le mie chiavi?’.
Studente: ‘Ecco dimostrato che sono sue!’.
Professore: ‘Promosso’.troppo forte!!!!

C’è l’esame di Fisica, si presenta il primo studente:
Professore: ‘Sei in treno in uno scompartimento. Fa caldo. Che fai?’.
Studente: ‘Mah, apro il finestrino’.
Professore: ‘Bravo! Calcola la variazione di Entropia’.
Studente: ‘???? Mi servirebbe qualche dato in più …’.
Professore: ‘No’. (pausa) ‘Lo sai?’. (pausa). ‘No? (pausa). Va bene, vada’.
E il primo viene sbattuto fuori.
Arriva il secondo, poi il terzo, il quarto e il professore fa la stessa
domanda con lo stesso risultato.
Arriva l’ultimo studente:
Professore: ‘Sei in treno, in uno scompartimento.. Fa caldo. Che fai?’.
Studente: ‘(sicuro) Mi tolgo la giacca’.
Professore: ‘Si, va bene, ma fa ancora caldo, che fai?’.
Studente: ‘Mi allento la cravatta’.
Professore: ‘Ma fa ancora caldo. Che fai?’.
Studente: ‘Mi sbottono la camicia’.
Professore: ‘(incazzandosi) Si, ma fa ancora tanto caldo. Che fai?’.
Studente: ‘Senta, professore, può fare quanto caldo vuole, ma io quel cazzo di finestrino non lo apro’.

Quando ti senti … pirla

Cancellati d’ufficio tutti i debiti per il bollo auto non pagato dal 2000 al 2010 e fino a un importo massimo di 1.000 euro. Questo il contenuto del famoso decreto fiscale 2019, ribattezzato non a caso “strappa-cartelle”: la maxi sanatoria cancella debiti comprende infatti anche la tassa automobilistica.
Il decreto è già in vigore da mesi, ma solo ora – grazie ad un chiarimento specifico del ministero – è diventato ufficiale.
Questo si legge su tutti i giornali da ieri. Se, come me, avete pagato tutti gli anni questo balzello, o magari anche due in famiglia, non vi sentite un po’ pirla anche voi? Anche perché non è che pagando questa tassa i servizi forniti dalla Regione per la manutenzione delle strade siano eccellenti… o sbaglio? Comunque, se è in vigore da mesi, dobbiamo questa solenne ingiustizia – io la considero tale – al governo Lega/5 Stelle. Ma non si doveva fare una lotta al’evasione? Bah…

Vabbè, scusate lo sfogo, ma la cosa mi ha fatto inxxxxxx non poco.

Premio stupidità del giorno

Il caldo è caldo: perché uno deve sopportarlo in un ambiente chiuso, come un aereo ad esempio. Tanto più quando hai a portata di mano un portellone da aprire, no? E infatti una signora ha deciso di aprirlo. Grazie al cielo l’aereo era ancora sulla pista e non decollato, altrimenti le conseguenze sarebbero state terribili. In ogni caso la turista, che si trovava su un volo della compagnia cinese Xiamen Airlines, è stata arrestata.
Direi che il premio di oggi è decisamente meritato.

L’immagine della felicità

Che cos’è l’immagine della felicità? Beh, io la vedo in questo bambino di 5 anni, ospite di una celebre trasmissione televisiva americana.

Non è una meraviglia?

Esperimento sociale in Candid Camera

Se ancora non vi è capitato di vederlo, vi propongo questo filmato realizzato da FanPage. E’ davvero significativo e mette un po’ di speranza, perché ci fa capire che non tutti siamo come qualcuno vuole farci credere. Da vedere fino in fondo.

Ugo Capolupo costruisce un recinto sulla spiaggia per separare gli stranieri dagli italiani, e con l’aiuto di tre attori (Lola Bello, Jia Ruoshi e Liu Daini) mette in scena un vero e proprio incubo: “la persecuzione e la ghettizzazione di esseri umani”.

L’intento di questa provocazione elaborata dall’autore, é quello di capire se gli italiani siano o meno intolleranti ai profughi e agli immigrati, molte volte in fuga da paesi in guerra o dalla povertà.

L’esito dell’esperimento è del tutto inaspettato. Saranno più quelli che s’indigneranno o quelli che approveranno il folle recinto? Lo scoprirete soltanto guardando fino alla fine questo esperimento sociale.

– uomo della sicurezza: Ugo Capolupo
– attrice 1: Lola Bello
– attore 2: Jia Ruoshi
– attrice 3: Liu Daini
– operatori: Pier Francesco Lanzillo e Marco Rambaldi
– organizzazione: Nelly Tarasco
– location manager: Bruno Martirani
– assistente produzione: Ugo Esposito
– interprete: Malin Heimdal
– post produzione: Alessandro Gatto
– musica: Ciro Riccardi con la collaborazione di Paolo Petrella, Dario De Luca e Pietro Santangelo

Si ringrazia il ‘laboratorio Creativo’ di Quarto (Na) per la realizzazione del cartello.

Video del giorno: Basta luoghi comuni sull’immigrazione

Cosa succede se si prova a rispondere ai commenti che ogni giorno si moltiplicano sulle pagine dei social network? No Filter di Repubblica ha chiesto a Francesca Mannocchi, reporter e documentarista, di selezionare un campione di domande, commenti e fake news legate al tema dei migranti, dei porti chiusi e dell’accoglienza, quelle sul tipo di “Fanno la bella vita”, “In Libia non c’è la guerra”, ecc. Ecco cosa ne è uscito.

So benissimo che diffondere questo è inutile. Lo faccio solo per la speranza che qui lo possa vedere anche qualcuno che rifugge da Repubblica come se fosse il diavolo. Difficilmente qualcuno cambierà idea, ancora più difficilmente qualcuno capirà… ma tentar non nuoce. Sono pur sempre dati oggettivi. Forse qualcuno potrà riconoscerlo. Se qualcuno sulla pagina Facebook vuole commentare e confutare quanto detto, prego di farlo almeno con dei dati controllati e non solo per sentito dire sui social e con … i soliti luoghi comuni. Grazie.

Per me è solo cattiveria e insensibilità

Un episodio che ho letto ieri sul Corriere del Veneto e che vi riporto. Credo non abbia bisogno di commenti, ma per me si tratta davvero di cattiveria e insensibilità (e anche razzismo, ovviamente). Se è stato fatto su suggerimento di qualcuno, spero non riesca a dormire per un po’.

di Giacomo Costa

MESTRE Una scopa, una manciata di sacchetti per la spazzatura, un gilet catarifrangente per evitare rischi e un cartello che spiega le sue motivazioni e, con gentilezza, domanda un piccolo contributo a chi se la senta. Sono questi gli strumenti di lavoro di Monday, un giovane di origini africane che da qualche tempo pulisce le strade di Mestre perché – come spiega nel suo cartellone – desidera «integrarsi nella società senza chiedere l’elemosina». Monday nella zona del centro è ormai un volto noto, forse troppo, almeno per chi non lo apprezza (si parla di proteste di alcuni residenti): ieri pomeriggio, mentre spazzava dalle foglie corso del Popolo, è stato raggiunto da una pattuglia della polizia locale, che ha gli ha fatto una multa: 350 euro di sanzione perché «sorpreso palesemente a ripulire la zona senza alcuna autorizzazione dell’amministrazione comunale», come si legge nel verbale staccato alle 16.30. Inutile dire che per il ragazzo, nullatenente, una cifra simile rappresenta una condanna, tanto che quando si è visto consegnare la multa è scoppiato a piangere.

L’avvocato

Così l’ha trovato l’avvocato mestrino Matteo D’Angelo, che già nelle scorse settimane aveva avuto modo di conoscerlo e diffondere la sua storia. «Quando sono uscito in strada ho notato diversi mucchietti di foglie, ho capito che era passato Monday ma non mi spiegavo come mai non le avesse raccolte – racconta – Alzando lo sguardo l’ho visto in lacrime dietro all’auto dei vigili». D’Angelo non si spiega le ragioni della sanzione, vista anche la motivazione scritta dagli agenti: «Non si parla di ostruzione della strada, né di questua o di degrado. Monday segnala la sua presenza con il gilet e non usa neppure detergenti, che potrebbero rappresentare un problema se fossero chimici. Nel regolamento comunale non mi pare ci siano gli estremi per un simile accanimento».

L’appello online

L’avvocato non è comunque sicuro che la multa si possa impugnare e quindi, per ora, ha deciso di aiutare il giovane a pagarla lanciano un appello online e rivolgendosi direttamente ai residenti e ai commercianti di corso del Popolo: «Monday ha fatto fatica a comprare la scopa e i sacchetti, chiedo a tutti di aiutarlo. Tanti hanno già risposto e stiamo raccogliendo la somma, se supereremo i 350 euro ogni centesimo in più lo lasceremo comunque a lui». Intanto il caso è esploso sui social, tanti si chiedono se si sia trattato di un eccesso di zelo degli agenti o di una segnalazione da parte di qualche privato che non aveva in simpatia il ragazzo; altri, invece, si interrogano su come venga applicato il presunto «divieto di pulire»: chi spazza il marciapiede davanti casa dovrebbe essere multato? E ancora: perché invece si plaude – giustamente – ai negozianti che si premurano di pulire a colpi di secchiate d’acqua la strada davanti alla loro vetrina?».

Non so quale partito sia al governo a Venezia …