La parola definitiva

“Auspico fortemente che prevalga il senso di comunità, un senso di responsabilità collettiva. La libertà è condizione irrinunciabile ma chi limita oggi la nostra libertà è il virus non gli strumenti e le regole per sconfiggerlo“, Così si è espresso il nostro Presidente Sergio Mattarella e mi pare che non potesse esserci sintesi migliore.  Chi si permette di controbattere secondo me lo fa solo in malafede.

In regalo per voi

Oggi vogliamo offrire a tutti i lettori (ma a qualcuno in particolare) un regalo utile ed istruttivo. Si parla tanto di “libertà costituzionali“, ma quanti di noi hanno davvero letto la Costituzione della Repubblica Italiana? Siamo quindi lieti di offrire a tutti questa possibilità, in modo da evitare anche di pensare e scrivere castronerie.
Buona lettura quindi!
La Costituzione della Repubblica italiana
Segnalo, in particolare, l’art. 16 che dice “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche”.

La lettura di oggi: I cattivi maestri no vax

Un articolo di Marco Bentivogli da Repubblica che mi sembra centri il problema.

Certo, sempre meglio persuadere che obbligare, educare che punire. Ma gira un’idea balorda di libertà che considera tra i diritti civili, peraltro in un momento come questo, quell’atteggiamento tanto ignorante quanto egoista di esser liberi di far male agli altri. Sia chiaro, si tratta della stessa libertà di guidare un’automobile senza freni e sfrecciare davanti ad una scuola o un ufficio postale il giorno del ritiro delle pensioni.

Vi sono tre buoni motivi e una considerazione finale per obbligo vaccinale e Green Pass: il primo, secondo la sentenza della nostra Corte Costituzionale n.5 del 2018 in cui giudicò inammissibile il ricorso della regione Veneto che aveva impugnato il decreto Lorenzin proprio sull’obbligo vaccinale per gli under 16 anni: “Occorre anzitutto osservare che la giurisprudenza di questa Corte in materia di vaccinazioni è salda nell’affermare che l’art. 32 Cost. postula il necessario contemperamento del diritto alla salute del singolo (anche nel suo contenuto di libertà di cura) con il coesistente e reciproco diritto degli altri e con l’interesse della collettività (da ultimo sentenza n. 268 del 2017). In particolare, questa Corte ha precisato che la legge impositiva di un trattamento sanitario non è incompatibile con l’art. 32 Cost.: se il trattamento è diretto non solo a migliorare o a preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri. Non solo, anche l’art.2 della Costituzione ci rammenta i diritti inviolabili dell’uomo ma anche i doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. Gli obblighi di alcuni trattamenti sanitari, pertanto, non solo sono previsti dalla Costituzione, ma sono i doveri nei confronti degli altri, che limitano le pretese assolute dei singoli e che sono a fondamento della nostra convivenza civile. Secondo motivo: l’Inail e poi la legge hanno sempre riconosciuto l’infezione da Covid 19 e tutte le malattie infettive come un infortunio contratte in occasione di lavoro, dal momento che la causa virulenta è equiparata alla causa violenta (propria dell’infortunio) anche nell’ipotesi in cui gli effetti si manifestino dopo un certo lasso di tempo. Determinazione assai complicata. Ma tant’è. Terzo, tutte le pandemie, incluso il colera nel 1973, sono state affrontate con l’obbligatorietà dei vaccini e con campagne a tappeto. Solo a Napoli in una settimana furono vaccinati 1 milione di cittadini/e per un’epidemia che fece 24 morti.

Ma il tema è solo in seconda battuta giuridico. Bisogna riconoscerlo, la subcultura dell’uno vale uno, ha vinto e fa contare, anche sul Covid, il parere di un epidemiologo al pari di un cittadino con incerto percorso di studi e cattiva informazione che grida e conta più di mille cittadini consapevoli specie per la politica a caccia di click e di consenso emotivo. Il tema è, ancora una volta, la qualità dei nostri gruppi dirigenti diffusi. Chi ricopre cariche pubbliche e istituzionali o di rappresentanza di fronte a questa regressione culturale e civile, la contrasta o la insegue? In questi frangenti si vede con chiarezza chi sa essere classe dirigente e chi costantemente si conferma poco credibile, poco autorevole e incapace di dare il minimo buon esempio. In questi casi non si sta nel mezzo fingendo di essere più tolleranti, si devono trattare le persone da adulti come finalmente ha fatto Draghi.
A quanto pare non bastano ad oggi 130.000 nostri concittadini italiani e 4 milioni e 137 mila cittadini del mondo che hanno perso la vita.

Ci sono persone con una laurea e un master che gridano “ci stanno usando come cavie, mia figlia non la vaccino”. Perché il tam-tam dei social, della messaggeria istantanea diventa cultura e verità. Genitori che dovrebbero preoccuparsi di più del rischio di affidare l’istruzione dei propri figli o le cure mediche ad un no-vax.
È la naturale conseguenza del default di credibilità, dove chi ha rappresentato al massimo livello il Paese si è fatto inoculare la prima dose solo qualche giorno fa, seguito ieri da quello che era il suo vice e ministro degli Interni; scelte dettate dalle pressioni delle domande dei giornalisti, a quanto pare molto più importante dei morti, dei licenziamenti, dei fallimenti, della dispersione e abbandono scolastico e delle file sempre più lunghe alla Caritas.

Le regole di Facebook

Mi tocca parlare ancora della Giorgia, Giorgia Meloni. Avete visto questo suo post su Facebook?

Io lo trovo davvero ignobile, indegno di una persona civile. So che molti utenti hanno segnalato il fatto a Facebook, che però ha risposto che “abbiamo esaminato il commento che hai segnalato e stabilito che rispetta i nostri Standard della community. Per questo motivo, non lo abbiamo rimosso“. Lo giudico almeno inquietante.

Ma ancora le credete?

Ancora davvero potete credere a una persona che sostiene solo ed esclusivamente idee contrarie a quelle del governo per partito preso? Sentite che diceva a marzo Giorgia Meloni:

E guardate cosa ha scritto l’altra sera …

E davvero vi fidate ancora?????

Ovviamente “io sono Giorgia” si è affrettata a dire, arrampicandosi sugli specchi, che non capiamo. Lei è favorevole al Green Pass solo per passare da una nazione all’altra perché favorisce il turismo in Italia, ma poi l’utilizzo per entrare al ristorante e agli eventi sarebbe invece una rovina. Come se un turista che per venire in Italia avesse bisogno il Green Pass e poi non desiderasse mostrarlo per la sua sicurezza una volta giunto nel nostro paese. Non ho intenzione di andare all’estero per il omento, ma se fosse il paese dove andrei più volentieri al momento è la Francia proprio perché ha introdotto l’uso del Green Pass.

Voghera City

La cittadina di Voghera, pur essendo in Lombardia, è davvero a pochi chilometri da Tortona e frequentata spesso da noi tortonesi. Personalmente ci sono stato l’ultima volta a febbraio per una visita medica e devo dire che non avevo notato fosse così cambiata, ma … evidentemente. Ora bisognerà chiamarla Voghera City, città gemellata con Calico Ghost Town in California (che però adesso è solo un’attrazione per turisti, mentre qui è tutto vero).
Famosa un tempo per la tipica “casalinga di Voghera” ora diverrà celebre per “l’Assessore alla Sicurezza“, una sorta di sceriffo locale leghista che presidia armato strade e piazze. Armato di pistola con colpo in canna e senza sicura, ovviamente. E pazienza se cadendo parte un colpo…
Pazienza un corno. Come può venire in mente di uscire alla sera con una pistola in tasca? Ricordiamoci tutti che Youns El Bossettaoui, uomo di origini marocchine, era appunto un uomo, un uomo come noi. Non era armato. Era in una piazza, non era entrato abusivamente in una casa privata. Ovviamente nessuno è colpevole fino a che non venga dimostrato il contrario. Ma questa regola deve valere anche per Youns, nonostante i proclami di Salvini.