8 marzo 2019

Fanno delle cose, le donne, alle volte, che c’è da rimanerci secchi. Potresti passare una vita a provarci: ma non saresti capace di avere quella leggerezza che hanno loro, alle volte. Sono leggere dentro. Dentro.

Alessandro Baricco

I furbetti del vaccino

Ecco qua: il nostro Ministro dell’Interno, alla sempre spasmodica ricerca di consenso, adesso vuole premiare i furbetti del vaccino a scapito non solo di quelli che hanno osservato le prescrizioni di legge, ma mettendo a rischio la salute di tutti. Salvini ha scritto una lettera alla collega della Salute, Giulia Grillo, in cui chiede un decreto legge per consentire la permanenza scolastica ai bambini non vaccinati delle scuole di infanzia 0-6 anni oltre il 10 marzo, termine ultimo previsto dalla legge. Non c’è nulla da fare: la sindrome del condono fa proprio parte del DNA della nostra classe politica, a qualunque schieramento appartenga. Ma in questo caso ritengo la cosa gravissima: è una concessione davvero pericolosa, oltre ad essere  un impedimento a tornare in classe ai bambini che sono stati colpiti da gravi malattie per cui il rischio di contrarre patologie causa compagni non vaccinati sarebbe troppo grande. È, insomma, un premio all’ignoranza e all’egoismo. 

Leggete qui sotto un caso, che riguarda la scuola elementare, tratto dal sito di SkytG 24

Prendi il pesce e… scappa!

Quando la realtà supera la fantasia…  Sarà vero?
Da “Milano Today”
Molto probabilmente aveva molta fame. E quando ha visto un succulento filetto di branzino nel piatto di un cliente seduto nel dehor non ci ha pensato due volte: ha allungato le mani, rubato il pesce ed è scappato a gambe levate, non prima di averlo trangugiato tutto d’un boccone. È successo nel pomeriggio di venerdì 1° marzo all’Osteria di Brera di via Fiori Chiari a Milano; protagonista del fatto: un clochard che per il momento è riuscito a riempirsi lo stomaco e a farla franca.

Tutto è accaduto intorno alle 14, come riferito dagli agenti della Questura di Milano. I proprietari, accortisi dell’insolito furto, hanno subito allertato il 112 e sul posto sono intervenuti i poliziotti di via Fatebenefratelli. Ma gli investigatori non hanno potuto fare altro che constatare il furto, il clochard affamato era già scappato facendo perdere le proprie tracce. 

 

Grasso è … bello

Non mi riferisco al titolo italiano di “Hairspray”, ma a qualcosa che è accaduto in Germania e che ha fatto il giro del mondo, provocando approvazione o disapprovazione. Io trovo che sia una cosa bella, che indica che ancora esiste la compassione. Un topo troppo grasso era rimasto incastrato in un tombino.  Alcuni passanti che hanno notato la cosa, si sono rivolti ai Vigili del Fuoco che, senza pensarci due volte, sono intervenuti liberando l’animale. In genere i topi si ammazzano. Questa volta la pietà ha avuto il sopravvento.

Forse c’è ancora speranza

La manifestazione antirazzista di sabato a Milano ci offre un’immagine dell’Italia che infonde ancora speranza, molto diversa da quella rancorosa e senza fiducia che appare dai social. Una bella notizia, ogni tanto.

Salvini dice che lui non cambia idea. Ministro: sa chi non cambia mai idea? Non me lo faccia dire.

Buona settimana.

I casi della vita

Può capitare che una bellissima ragazza di “qualche” anno fa si chiamasse Albina e che già allora non fosse un nome proprio comune. Ma capita anche che un ragazzo di “qualche” anno fa si chiamasse Albino e che anche in questo caso non fosse un nome molto comune.  Capita poi che questi ragazzo e ragazza si trovino a lavorare nello stesso ambiente e si osservino un po’, attratti tra loro.  E quando, vinta la naturale timidezza, lui decide finalmente di presentarsi, lei all’inizio pensi a uno scherzo cattivo. Subito dopo pure lui però pensa di essere preso in giro. Per fortuna poi le cose si chiariscono e i due iniziano una bella storia d’amore.

Perché vi ho raccontato questo aneddoto? La storia è vera e Albino e Albina sono stati mio papà e mia mamma.  Lo scrivo oggi perché oggi è l’1 marzo e se guardate sul calendario si festeggia proprio S.Albino. Ovviamente non posso dimenticarlo, come è facile immaginare.

papà sulla sua Vespa in via Emilia a Tortona

la mamma

Premio stupidità del giorno

Il video è diventato virale, ma per chi non l’avesse visto… L’audio non è perfetto e quindi vi riassumo che Mahmood ha ricevuto da una “giornalista” la domanda “Cosa ti manca del tuo Paese?”… E lui ha subito risposto: «Il mio Paese è l’Italia».
Non solo: Mahmood rappresenterà l’Italia all’Eurovision Song Contest nel mese di maggio!

L’integrazione secondo Salvini

Mi sono imbattuto per caso in questo video. E’ recente, da una trasmissione del 17 febbraio.  Il ministro dell’interno ci fornisce il significato che ha per lui la parola integrazione. Si spiegano tante cose. Ascoltate:

Qualcuno lo informi che non è così. Ha proprio un’idea sbagliata di quella parola eh. Se fa una ricerca scopre che integrazione deriva dal latino integratio –onis. Il primo significato riportato dalla Treccani è: “ In senso generico, il fatto di integrare, di rendere intero, pieno, perfetto ciò che è incompleto o insufficiente a un determinato scopo, aggiungendo quanto è necessario o supplendo al difetto con mezzi opportuni”.  Un’altra accezione è questa: “Con valore reciproco, l’integrarsi a vicenda, unione, fusione di più elementi o soggetti che si completano l’un l’altro, spesso attraverso il coordinamento dei loro mezzi, delle loro risorse, delle loro capacità”. Direi che è proprio il contrario di quanto afferma il ministro.
Tornando al filmato non ho ben capito il perché della musica celestiale di sottofondo e dell’espressione compiaciuta del conduttore… ma non importa.

World Press Photo 2019

I giornali hanno pubblicato nei giorni scorsi le immagini finaliste del concorso World Press Photo 2019. Le avrete viste, probabilmente. I vincitori saranno resi noti nel mese di aprile e concorrono anche tre italiani. Tutte le foto finaliste sono ovviamente molto belle. Io sono rimasto particolarmente colpito, però, da questa, anche se non è cosìnsiderata quella più probabile per la vittoria. Il titolo è “Syria: no exit” e l’autore è Mohammed Badra.