Il mio (modesto) parere sul Green Pass

Francamente non mi sento sminuito nella mia libertà e nella mia privacy se per sedere all’interno di un ristorante devo mostrare il Green Pass. Stessa cosa la scorsa settimana quando mi è stato richiesto per entrare a vedere uno spettacolo dal vivo all’aperto. Al contrario mi irrito se vedo che, dove è prescritto, non mi viene richiesto e difficilmente tornerò a frequentare quel locale. Nella mia ingenuità poi non pensavo minimamente che potesse essere possibile che il Green Pass non fosse invece necessario per coloro che devono richiederlo, come i lavoratori dei ristiranti e dei bar. Da quando l’ho capito al ristorante, comunque, vado solo all’aperto. Se, causa Salvini, la misura non sarà estesa anche per i lavoratori, in inverno dovrò rinunciare a pranzi e cene al ristorante, alla colazione al bar, al cinema, al teatro, alla palestra. E credo che non sarò il solo. Quindi Salvini e Meloni sono sicuri che il Green Pass sia “economicida”? Avevano previsto che l’introduzione di questo provvedimento avrebbe causato danni incalcolabili al turismo estivo, ma sembra che non sia stato così e che, anzi, sia stata una stagione eccezionale.
Quindi spero vivamente che il governo prosegua nel volerne estendere l’applicazione senza ascoltare Salvini, che ha dato prova di non capirne nulla più volte.