E diciamo camaleonte per essere eleganti. Oggi scrive Italia-Turchia, 3 pere (faccio con quello che ho ) e a casa!
E anche solo nel 2018, guardate cosa scriveva Repubblica, a firma di Luca Pagni
MILANO – C’è un Matteo Salvini per tutte le stagioni. Politiche, ma anche calcistiche. In gioventù, quando la Lega era ancora “Nord”, si metteva a capo della componente dei Comunisti Padani e strizzava l’occhio a sinistra. Mentre ora non disdegna di prendere voti anche tra gli estremisti di destra, raccogliendo il voto utile dei simpatizzanti di CasaPound.
Pure col pallone, il ministro dell’Interno dimostra di cambiare posizione in campo a seconda delle opportunità del momento. L’altro giorno ha dichiarato che andrà a Mosca per la finale della Coppa del mondo dove farà il tifo per la Croazia. Non solo per unirsi al coro dei sovranisti che hanno fatto della nazionale di Zagabria un nuovo simbolo delle politiche nazionaliste da contrapporre all’Unione europea. Salvini tiferà Croazia anche per proseguire la sua polemica a distanza con il presidente Emanuel Macron: “A me vanno bene tutte, tranne la Francia… Già la simpatia era bassa, ma di recente si è ridotta ancora di più”, ha avuto modo di dichiarare.
Ma è proprio vero che mai dire mai. In un’altra finale, 17 anni fa, Salvini non ha avuto problemi a tifare Francia e a esultare senza freni al gol vincente di David Trezeguet che diede ai transalpini la vittoria nel Campionato europeo.
Ma allora, la finalista per la quale non avrebbe mai gioito era l’Italia, arrivata a 30 secondi dalla vittoria finale e poi beffata dai francesi ai supplementari. Salvini all’epoca era direttore di Radio Padania e organizzò una diretta per gufare contro gli Azzurri, con tanto di telefonate degli ascoltatori, per dileggiare i giocatori allora allenati da Dino Zoff.
Peccato che l’Italia non abbia partecipato ai Mondiali in Russia: sarebbe stato interessante vedere Salvini, da sovranista, tifare Italia.

