Politici e “saltimbanchi”

Il 13 maggio scrivevo questo post:
Il decreto Aprile è diventato prima decreto Maggio e poi senza pudore si è deciso di cambiare nome completamente. Dell’App Immuni si sono perse le tracce. I tamponi per tutti sono sempre un miraggio. Gli aiuti non arrivano sul conto corrente di quasi nessuno. Le mascherine a 0.50 sono state annunciate già almeno 4 volte ma sono sempre introvabili. Ma ci dicono di aver pazienza: arriveranno. In ritardo ma arriveranno. Ma perché? Perché i nostri politici non sono in grado di attuare una seria programmazione e di farla rispettare? A questo punto esigo che si rivaluti completamente il nostro mondo dello spettacolo. Qualcuno quando pensa ai lavoratori dello spettacolo ci chiama ancora “saltimbanchi” e ci chiede: “sì ma di lavoro vero cosa fai?” Io lavoro professionalmente nell’ambiente teatrale dal 1990, ma anche nei dieci anni precedenti ho svolto diverse funzioni sempre legate allo spettacolo. Ebbene in 40 anni credo che le volte in cui ho visto rinviare la messa in scena o in onda di uno spettacolo rispetto a quanto annunciato si possano contare sulle dita di una mano, ma veramente eh, non tanto per dire. D’altra parte pensateci anche voi: avete memoria, che so, di un Festival di Sanremo rinviato perché qualcosa non era pronto? Di una Notte degli Oscar sospesa perché le statuette non erano state approntate in tempo? Insomma si va in scena quando si è programmato di andarci perché il pubblico, che ha pagato un biglietto, ha diritto di vedere lo spettacolo e non si può dire “non siamo pronti ma lo saremo”. Perché allora permettiamo che ce lo dicano i politici, di cui noi siamo il pubblico che ha pagato molto più di un biglietto, in tasse e non solo? È proprio una questione di mentalità, secondo me, che si acquisisce facendo questo lavoro, che permette di arrivare nel 99.99 per cento delle volte in tempo per quanto ci si è prefissi. Smettiamola quindi di considerarci – parlo di chi lavora per lo spettacolo – come lavoratori di livello inferiore. Forse potremmo addirittura fare da consulenti a questa classe politica (e ai loro collaboratori burocrati che passano da governo a governo e che spesso detengono il vero potere) insegnando il dovere del rispetto dei tempi ed un metodo per ottenerlo, soprattutto dopo che si è fatto un annuncio che include una data specifica.  Mi direte che in questo frangente si sono verificate condizioni eccezionali mai viste prima. D’accordo. Ma ora si esagera decisamente con i ritardi, considerando il numero di persone impiegate nelle varie task-force (chiamarle commissioni pareva brutto eh). E ci sono eventi, tipo le Olimpiadi con la loro cerimonia di apertura, che certo presentano una complessità enorme, ma non mi pare sia mai accaduto non si siano svolte nelle date previste.
Quindi sì, possiamo affermare decisamente che i “saltimbanchi” sono più affidabili dei politici e loro collaboratori. Politici  e collaboratori che molto spesso sono veramente “ciarlatani”.

La Mostra del Cinema di Venezia si è svolta regolarmente anche quest’anno come da programma, pur con tutte le limitazioni imposte dalle misure anti-Covid, ad esempio.
Oggi comincia la scuola. Da cosa si sente dire non pare sia proprio tutto tutto pronto…  Resto convinto del mio pensiero: i “saltimbanchi” sono più affidabili dei politici.