La difesa della Patria

Beh… non riesco proprio a dare torto alla Bonino. Mi pare che quanto afferma sia una verità inconfutabile. Un breve estratto dal suo intervento di ieri nel corso del dibattito al termine del quale il Senato ha autorizzato il processo a Matteo Salvini per sequestro di persona aggravato per aver impedito lo sbarco di 131 persone tratte in salvo nel Mediterraneo dalla nave della Marina Militare Italiana Gregoretti.

Aggiungo anche che trovo davvero disdicevole che il “Capitano” nel discorso fatto per “difendersi” abbia tirato in ballo i suoi figli. Davvero di cattivo gusto.

E già che ci sono, ecco cosa ha scritto l’avv. Cathy La Torre:
Matteo Salvini sarà processato come qualunque altro cittadino italiano accusato di reati.
Che gli piaccia o no. Perché in Italia, lo troverà scritto nell’aula di Tribunale che frequenterà, “la legge è uguale per tutti”.

Nella sua totale ubriacatura di potere credeva di essere al di sopra della legge, della giustizia e della Costituzione. Al di sopra del popolo italiano che ogni giorno rispetta le regole e che quando non le rispetta viene chiamato a risponderne.

Con la storia della difesa dei confini si possono prendere in giro i propri fan, ma non la legge. La nave che Salvini ha tenuto al largo per 4 giorni con 130 naufraghi a bordo era una nave italiana, una nave della Marina Italiana. Con ufficiali italiani, militari italiani ed equipaggio italiano.

Quindi vada a raccontarlo ai suoi fan che quella era una nave di scafisti che volevano minacciare la Repubblica, la Patria e i cittadini.

Una nave italiana è poi per legge suolo italiano. Quindi quei naufraghi si trovavano già su suolo italiano. Erano già in Italia. Ma a loro è stata negata la libertà di movimento garantita dalla Costituzione ai richiedenti asilo. E questo, a casa mia, si chiama sequestro di persona.

Inoltre Salvini non aveva alcun elemento (lo invito ad esporlo, in caso contrario) contro uno solo di quei naufraghi. Non sapeva nemmeno che faccia avessero, ma aveva deciso a prescindere che erano un pericolo. Risultato: da quando quei naufraghi sono sbarcati non hanno commesso alcuna azione contro lo Stato italiano.

Quindi di quale pericolo parlava? Di quale difesa dei confini parlava?
L’Italia, caro Matteo Salvini, è uno Stato di Diritto, dove vige la legge del popolo italiano e dove gli unici che possono limitare la libertà personale sono i giudici.
Non i politici.
E’ chiaro?

Quindi adesso, visto che ne aveva tanta voglia, vada a spiegare in Tribunale le sue ragioni.
Come qualunque cittadino. Che i pieni poteri, finché saremo una democrazia, ce li avrà solo nei suoi sogni.