Senza parole: Il “venetista”

Dal “Corriere della Sera”, articolo di Benedetta Centin:

MAROSTICA (VICENZA) Si chiama Pietro Dal Santo, ha 58 anni e lavora come artigiano a Thiene (Vicenza). Venerdì, prima di fuggire a tutta velocità dagli agenti che lo avevano fermato, è piombato con il camioncino che stava guidando ma ormai senza più controllo contro una famiglia seduta a mangiarsi un gelato sul muretto di un parco a ridosso del centro di Marostica. Chi lo aveva visto poco prima, riferisce che barcollava visibilmente e a fatica si era messo alla guida del suo autocarro. Per questo era stata chiamata la polizia locale: c’era una forte preoccupazione per il pericolo che rappresentava in strada quell’uomo ubriaco. E chi ha chiamato non aveva affatto torto. Dal Santo è stato arrestato per guida in stato di ebbrezza (avendo rifiutato l’alcoltest in automatico gli viene attribuito un valore alcolemico superiore di 1,50) e lesioni stradali gravissime.

Le testimonianze
Uscito dritto in corrispondenza a una curva, secondo i testimoni addirittura accelerando, l’artigiano 58enne di Thiene ha finito per centrare in pieno il passeggino del bimbo di quattordici mesi, sbalzato nell’area verde. È stata investita di striscio anche la mamma, una 28enne albanese del posto, che ha riportato fratture ed è stata portata in ospedale a Bassano. Il fratellino di quattro anni, la nonna e un’amica che erano seduti a loro volta sul muretto sono stati evitati dall’autocarro impazzito. E se anche il papà, un trentenne albanese di Marostica, era stato «graziato», si è invece ferito da solo: fuori di sé, si è avventato sull’investitore in fuga e contro il suo camioncino, infrangendo i vetri con una raffica di pugni così violenti da fratturarsi mano e polso ed essere portato a sua volta in ospedale a Padova.

«Ha rischiato il linciaggio»
«Lo hanno chiuso dentro in auto sennò il padre lo avrebbe ucciso, ma del resto, guardate cosa ha fatto a suo figlio», il commento di una testimone. Sì perché per quanto stordito dall’alcol, Dal Santo, dopo lo schianto, pare non riuscendo a fare retromarcia, è sceso ed è scappato a piedi ma non ha fatto molti metri: è stato «braccato» dai carabinieri del capitano Adriano Castellari sotto lo sguardo di testimoni pronti al linciaggio. «Voleva fuggire, aveva fatto qualche passo, ma i carabinieri lo hanno bloccato subito, ma ubriaco com’era dove voleva andare…» racconta un’altra donna. Tutt’altro che lucido, con l’alito che puzzava fortemente di alcol stando ai militari, il 58enne ha avuto però la determinazione di rifiutare l’alcoltest. Così è stato accompagnato in ospedale a Bassano, per i prelievi del sangue che daranno le risposte sul suo stato, quelle che potrebbero inchiodarlo. E peggiorare ulteriormente il suo quadro accusatorio. Il destino ha voluto che l’autocarro del 58enne piombasse dritto sul più piccolo, in fuga a tutta velocità dalla polizia locale che lo aveva fermato qualche centinaia di metri prima, chiedendo i documenti. Per quanto offuscato dall’alcol l’artigiano di Thiene, che dai commenti che ha pubblicato su Facebook risulterebbe un venetista e partecipò alla rivolta dei Forconi (il movimento nato nel 2011 che scese in piazza soprattutto in Sicilia e Veneto fra 2012 e 2013), si sarebbe reso subito conto di quanto aveva combinato, cercando di tagliare la corda.

Quindi è un italiano ubriaco che ha investito una famiglia straniera. Ecco perché non ho letto tweet sull’argomento da parte del Ministro dell’Interno.  Mica era uno straniero ubriaco…