Le serie che ho visto: The Sound of Magic

Oggi vi segnalo una serie Netflix davvero curiosa. Innanzitutto si tratta di una produzione coreana. S’intitola “The Sound of Magic” e quindi fa subito pensare a “The Sound of Music”, il musical noto in Italia come Tutti insieme appassionatamente e, infatti, nei vari episodi si canta… in coreano. Poteva non piacermi?
The Sound of Magic ruota attorno a Yoon Ah-yi, una povera studentessa che frequenta la Sewoon High School. Vive sola con la sorella minore e desidera crescere più velocemente per diventare adulta, in modo da poter sfuggire ai principali fattori di stress e debiti che la affliggono. Incontra Ri Eul, un mago adulto che vuole rimanere un cosiddetto “bambino”. Con disprezzo e sospetto da parte dell’intera comunità, mira a sostenere di essere un vero mago, chiedendo a chiunque incontri “Credi nella magia?”. La serie contiene anche, o forse soprattutto, una critica alla società moderna, in particolare a quella coreana, dove l’importante è essere sempre “i migliori”, “i primi” in tutto.  Io mi sono lasciato conquistare dalla poesia e dagliinterpreti. Provate a vedere se può piacervi. Buona visione.

Le serie che ho visto: Entrevìas

Una serie tv spagnola in 8 episodi (per la prima stagione, ma è in arrivo una seconda stagione di altri 8 episodi). “Entrevìas” ha avuto enorme successo in patria prima di entrare nel circuito Netflix.


La trama si sviluppa in modo avvincente, anche se alcuni personaggi sono un po’ tagliati con l’accetta. La narrazione mischia azione e umorismo con scene a volte anche un po’ crude.  Dopo che la giovane nipote cade vittima degli spacciatori che stanno conquistando il quartiere malfamato di Madrid Entrevìas, Tirso, un reduce di guerra esasperato,  decide di prendere in mano la situazione.  Nel cast José Coronado, Luis Zahera e Nona Sobo. Al termine della prima stagione è presente un’anteprima della seconda stagione  la cui data di uscita non è ancora stata annunciata. Buona visione.

Le serie che ho visto: Heartstopper

Una bella, delicata serie tv che dovrebbe essere vista da tutti,  dalle persone Lgbtq+  agli irriducibili (pessimi) omofobi: “Heartstopper“, 8 episodi tratti dall’omonima serie di romanzi grafici e webcomic scritta e ideata da Alice Oseman. Disponibile su Netflix la prima stagione (che probabilmente avrà un seguito).

Charlie e Nick scoprono che la loro amicizia potrebbe essere qualcosa di più mentre si destreggiano tra la scuola e l’amore adolescenziale. Questa è, in breve, la trama della serie. Ma in realtà c’è molto di più.  La serie affronta l’amore Lgbtq+ e la scoperta di se stessi e della propria sessualità. E’ un racconto dettagliato sull’adolescenza e sulla crescita personale dei ragazzi del liceo. Heartstopper ha conquistato tutti gli spettatori ed è uno dei grandi successi Netflix dell’anno. Nel cast, in un breve ruolo c’è Olivia Colman: con la sua espressività ci mostra in pochi minuti cosa significa essere una grande attrice. Da vedere.

Le serie che ho visto: Teheran

Una bella serie TV israeliana iniziata nel 2020 è quello che vi segnalo oggi. Si tratta di “Teheran“, due stagioni per un totale di 16 episodi avvincenti disponibili sulla piattaforma streaming Apple TV+.

Protagonista è la bella Tamar, un’hacker, agente del Mossad, che arriva a Teheran sotto falsa identità per aiutare gli israeliani a distruggere il reattore nucleare iraniano. Ma quando la missione fallisce, Tamar deve pianificare un’operazione che metterà in pericolo ogni persona a lei cara. Questa in breve la trama di cui non vi anticipo altro per ovvie ragioni. Interprete principale è Niv Sultan. Nella seconda stagione tra i protagonisti anche Glenn Close. Nel cast poi  Shaun Toub (Homeland, Crash) e la star internazionale Navid Negahban (Homeland Legion, Aladdin).La serie è diretta da Daniel Syrkin. Buona visione.

Le serie che ho visto: Privacy

Una bella miniserie spagnola proposta da Netflix:  “Privacy” (titolo originale “Intimitad”).  Sono 8 episodi di circa 50 minuti ciascuno, che vorrete vedere uno dopo l’altro per sapere come va a finire.

La protagonista è un’attrice molto conosciuta, anche da noi grazie al ruolo di Raquel in “La Casa di Carta”: Itziar Ituno nel ruolo di Malena Zubiri, candidata sindaco della città di Bilbao. La sua carriera politica in ascesa è minacciata da un video della sua vita sessuale registrato di nascosto e reso pubblico. Oltre all’umiliazione, all’imbarazzo e alla vergogna di essere vista da tutti in uno dei frangenti più intimi della sua vita, Malena deve anche fare i conti con la sua famiglia. Ma nel racconto non c’è solo questo caso. La serie, creata da Veronica Fernandez e Laura Sarmiento Pallarés, segue la vita di quattro donne alla ricerca della verità.  La trama è avvincente e il cast davvero bravo. Buona visione!

Le serie che ho visto: Bang Bang Baby

Oggi vi segnalo una bella serie tutta italiana: “Bang Bang Baby“. Questa (prima ?) stagione è composta da 10 episodi disponibili su Prime Video. Gli episodi sono  diretti da Michele AlhaiqueGiuseppe Bonito e Margherita Ferri. Una serie ideata da Andrea Di Stefano, ispirata al romanzo autobiografico di Marisa Merico L’intoccabile.

Ambientata negli anni ottanta, è la storia di Alice (una brava Arianna Becheroni), 16 anni, che vive in una cittadina del nord Italia. La sua vita cambia radicalmente quando scopre che il padre (Adriano Giannini), da lei creduto morto perché assassinato davanti ai suoi occhi dieci anni prima,  in realtà è ancora vivo.  Da quel momento inizia un suo deciso cambiamento con avvicinamento verso il padre e la sua famiglia di mafiosi calabresi da cui la madre (Lucia Mascino) aveva sempre cercato di tenere distante. Alice ha ora anche dei ricordi che riaffiorano, tra cui quello della nonna Lina (una davvero straordinaria Dora Romano) che le cantava la ninna nanna e che ora è una sanguinaria donna spietata che intende guidare “la famiglia”.  Non vi anticipo altro perché la serie è tutta da scoprire e gustare  anche per l’ambientazione degli anni ottanta, con le canzoni e le pubblicità dell’epoca, e un pizzico di humor.  Buona visione.

Le serie che ho visto: I Diari di Andy Wharol

Questa volta vi segnalo una miniserie- documentario USA: ” I diari di Andy Warhol “(The Andy Warhol Diaries) prodotta da Ryan Murphy e basata sull’omonimo libro del 1989 di Andy Warhol.

Sono 6 puntate disponibili su Netflix, dedicate alla vita di uno dei più importanti artisti del novecento, qui visto anche soprattutto come uomo dalle più controverse sfaccettature. Un’occasione per conoscere di più il  pittore, ritrattista e fotografo ed i suoi rapporti con il dirigente della Paramount Communications Jon Gould, l’interior designer Jed Johnson e il collega artista Jean-Michel Basquiat.
Se vi va di abbandonare per un week-end le serie tradizionali.
Trailer originale, ma episodi doppiati in italiano su Netflix Italia.

Le serie che ho visto: Frammenti di lei

Un “thriller-drama” americano per questa mini serie appassionante da vedere tutta d’un fiato: “Frammenti di lei“, 8 episodi disponibili su Netflix.

Toni Collette interpreta il ruolo della protagonista, Laura, che si occupa dei reduci di guerra. Ha una figlia, Andy (Bella Heathcote), operatrice del 911, Un giorno al ristorante le due si imbattono in una sparatoria. Andy resta scioccata quando la madre, con un gesto improvviso, uccide l’assalitore tagliandogli la gola. Cosa si nasconde nel passato di Laura? Andy si mette ad indagare e … Non vi svelo altro perché la trama è davvero intrigante e coinvolgente.  Buona visione.

Le serie che ho visto: Toy Boy

Dai produttori di “Elite”, su Netflix una serie in due stagioni dal titolo “Toy Boy“. E se Elite scade nell’eccessivo dopo qualche stagione, questa scade dall’inizio aggiungendo da subito  un po’ di voyeurismo.

Dopo sette anni in un carcere di Malaga, uno spogliarellista rilasciato prima del nuovo processo vuole provare che l’amante l’ha incastrato per l’omicidio del marito.  13 episodi la prima stagione, 8 la seconda: insomma un binge-watching notevole, se si vuole.  Con tutti i difetti che ho già in parte denunciati, la parte thriller è godibile e si finisce per voler sapere come va a finire.  Da segnalare la presenza nel cast di Maria Pedraza che si è fatta notare già nelle serie La casa di carta e Elite. Il ruolo principale è interpretato da Jesus Mosquera ex calciatore professionista spagnolo dal fisico che fa sognare le signore e invidia ai signori.
Si vocifera della produzione di una terza stagione: ecco su quella mi tiro indietro eh…

Le serie che ho visto: Mozart in the Jungle

Molti di voi l’avranno già vista perché la prima delle 4 stagioni è datata 2014. Io me l’ero persa e l’ho recuperata ora su Prime Video. Sto parlando di “Mozart in the Jungle“, per un totale di 40 episodi (brevi).

Ciò che accade dietro le quinte di un’orchestra sinfonica è avvincente quanto ciò che accade sul palco. Ideata da Paul Weitz (About a Boy), Roman Coppola (The Darjeeling Limited) e Jason Schwartzman (Rushmore). L’impertinente nuovo maestro Rodrigo (Gael Garcia Bernal) vuole rimescolare le cose e la giovane oboista Hailey (Lola Kirke) vuole la sua grande occasione. Con loro un cast stellare che comprende la star di Broadway Bernadette Peters, il protagonista di Arancia Meccanica Malcolm McDowell e, nella terza stagione ambientata a Venezia, anche Monica Bellucci e Christian De Sica, ed altre guest star nei vari episodi.  Mozart in the Jungle si ispira al libro di memorie Mozart in the Jungle: Sex, Drugs, and Classical Music dell’oboista Blair Tindall pubblicato nel 2005 e alla sua carriera da professionista a New York, come musicista per la New York Philharmonic e le orchestre di numerosi spettacoli di Broadway. Il personaggio di Gael García Bernal, Rodrigo, si basa sul direttore d’orchestra e violoncellista venezuelano Gustavo Adolfo Dudamel Ramírez, direttore tra le altre della Los Angeles Philharmonic.
Ho trovato il tutto molto divertente e interessante fino alla terza stagione compresa. per avere poi un deciso crollo di idee nella quarta. E infatti la serie è stata poi cancellata. Ma i primi 30 episodi sono decisamente godibili. Enjoy.