Blog estate. Con gli anni arriva la saggezza? (17/04/2020)

Aveva sentito dire spesso che con gli anni arriva la saggezza, e aveva aspettato, fiducioso, che questa saggezza gli desse quello che più desiderava: la capacità di guidare la direzione dei ricordi per non cadere nelle trappole che questi spesso gli tendevano.

Luis Sepúlveda (1949 – 2020)

Però io la saggezza … sto ancora aspettandola.

Blog estate: Zitta e ascolta! (07/07/2020)

Un video che però è la ripresa di una trasmissione radiofonica di Radio Capital. In studio c’è la scrittrice Michela Murgia, al telefono c’è Raffaele Morelli che, secondo Wikipedia è psichiatra, psicoterapeuta, filosofo e saggista. Vi lascio prima vedere il filmato, che già ne vale la pena.

Beh avete visto che, anche se ovviamente la domanda della Murgia non era certo favorevole a Morelli, la scrittrice e, in questo caso, padrona di casa ha conservato pacatezza e self control di fronte a un comportamento decisamente indisponente. Ecco come ha descritto l’accaduto il “quotidiano” (solo perché esce tutti i giorni) “Libero”.
Che rissa a Tg Zero di Radio Capital. A scontrarsi la scrittrice rosso-chic Michela Murgia e lo psichiatra Raffaele Morelli. Si parlava delle donne, di identità sessuale, e Morelli spiegava che a suo parere le bambine devono giocare con le bambole per conservare la loro “radice femminile”. Va da sé, la Murgia ovviamente trovava inaccettabile simile presa di posizione, così è partita all’attacco dello psichiatra. Ne è seguito un battibecco in cui Morelli non riusciva più a prendere la parola, dunque la sbroccata: “Stai zitta e ascolta”, ha urlato zittendo la Murgia.
Ecco. Non servono commenti, direi.

Blog estate: Perché non ospito i migranti a casa mia (09/10/2020)

Pensavo che ormai una domanda così stupida non fosse più di moda. Invece purtroppo si sente ancora spesso, anche in televisione, chiedere “Perché non ospiti un migrante a casa tua?”  Su Facebook poi nei commenti qualcuno che la tira fuori c’è sempre, immancabilmente.

Ho trovato questo articolo dello scorso anno di Rolling Stone scritto da Francesco Oggiano che mi pare risponda bene, anche se ovviamente servirà a poco con gli … irriducibili.

È l’ultimo appiglio di chi è a corto di punti fermi, il colpo sbracciato di chi non ha più fiato: “Perché non li ospiti a casa tua?”. È lo slancio finale di chi ha esaurito tutte le argomentazioni farlocche e sa di stare finendo imbrigliato in quelle sensate dell’interlocutore. Quando finiscono i vari “portano le malattie” e “stanno benissimo” (frasi in leggera contraddizione tra loro); quando passano inoffensivi i vari “ci portano via il lavoro” e “non hanno voglia di fare niente” (in contraddizione anch’esse); quando persino i “ci stanno invadendo” e i “lasciamoli in mare” non fanno effetto, ecco spuntare la domanda intesa come risolutiva: “Perché non li ospiti a casa tua?”.

L’avrete sentita o letta anche voi: a cena dov’era presente un amico “sovranista”; come commento su Facebook quasi ogni volta che qualcuno osa analizzare la vicenda dei migranti e delle Ong; come tweet del ministro dell’Interno italiano. Matteo Salvini, particolarmente affezionato all’idiota domanda, qualche giorno fa l’ha posta indirettamente nei confronti di Luciana Littizzetto, che aveva lanciato un appello per i migranti a bordo della Open Arms: “Secondo voi quanti ne ospiterà a casa sua?”. La domanda ha avuto un risvolto prima comico (la Littizzetto, ricoperta da migliaia di insulti, è madre adottiva di due ragazzi, Vanessa e Giordan), poi gravissimo (la comica è stata ricoperta di insulti e minacce) e ha richiesto, per l’ennesima volta, una risposta.

Non li ospito a casa mia perché pago le tasse. Tasse che servono a pagare persone e strutture dedicate all’accoglienza dei migranti.

Perché la gestione dell’immigrazione è una faccenda seria per cui servono le migliori competenze e le menti più affinate. Non è mica un affare che si risolve negli scantinati di casa.

Perché come ricorda un uomo di chiesa come il monsignor Nunzio Galantino, “per queste persone serve altro e meglio di quello che so fare io, servono pratiche e organizzazioni che sappiano affrontare le necessità di salute, prosecuzione del viaggio, integrazione, lavoro, ricerca di soluzioni”.

Non li ospito a casa mia perché rispetto il patto sociale: io onoro i miei doveri. In cambio, pretendo che lo Stato si occupi di quel che gli compete: istruzione, sanità, sicurezza, infrastrutture…

Non li ospito perché, come ha detto bene Cecilia Strada, non mi sognerei mai allestire una sala operatoria in cucina quando un mio parente sta male, di costruire una scuola in ripostiglio per dare un’istruzione ai miei figli, di comprare un autobotte per spegnere un incendio.

Non li ospito a casa mia per lo stesso motivo per cui i sovranisti che chiedono più sicurezza non fanno le notti di pattuglia; per cui quelli che dicono “prima gli italiani” non danno parte dei loro soldi ai compaesani più indigenti; e quelli che dicono “prima i terremotati italiani” non ospitano in casa loro i terremotati italiani.

Perché c’è uno Stato che forma poliziotti, gestisce galere, combatte povertà e costruisce centri d’accoglienza. Coi nostri soldi. Eccola, la risposta alla domanda più idiota del decennio.

 

Blog estate: Effetto Dunning-Kruger (10/02/2021)

La Meloni non entra nella coalizione di governo ma è disposta ad aiutare patriotticamente Mario Draghi. Lei che aiuta Draghi. Capite?  Direi che siamo in pieno effetto Dunning-Kruger (*). Ho sempre detto che più della cattiveria e dell’ignoranza mi fa paura la non consapevolezza dei propri limiti. Ecco. Secondo me non c’è nessuna differenza in questo ragionamento con quello che fanno i no-vax contrapponendosi alla medicina ufficiale. D’altra parte, come Salvini, non ho mai sentito la Meloni esprimersi sula vaccino anticovid. Credo che anche lei abbia troppi “fan” tra i no-vax per esporsi.
Ma poi lei parla sempre come se non fosse mai stata al governo e fosse arrivata da pochi anni. E’ in politica dal 1998 ed è “a carico nostro” dal 2006, quando aveva 29 anni.  E’ stata Ministro dal 2008 al 2011 nel governo Berlusconi. Riporto da Wikipedia: Giorgia Meloni fu definita come femme fascista dall’università statunitense Johns Hopkins University; nel 2006 ha dichiarato di avere un «rapporto sereno con il fascismo»; ha in seguito sostenuto che Mussolini «è un personaggio complesso, va storicizzato»; sulle leggi ad personam ha sostenuto che «bisogna contestualizzarle. Sono delle leggi che Berlusconi ha fatto per se stesso. Ma sono leggi perfettamente giuste». Capito?

(*) L’effetto Dunning-Kruger è una distorsione cognitiva a causa della quale individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità autovalutandosi esperti a torto, mentre al contrario persone davvero competenti hanno la tendenza a sottostimare la propria reale competenza. Come corollario di questa teoria, spesso gli incompetenti si dimostrano estremamente supponenti. (Wikipedia)

Blog estate: Le serie che ho visto: Bangla (30/04/2022)

Un piccolo fenomeno “cult” questo “Bangla“, prima film nel 2019 e poi serie tv adesso. E vi consiglio di vederli entrambi nella stesso ordine. Li trovate su Raiplay e, la serie, è anche dal 27 aprile al 6 maggio su Raitre.

Bangla, come dicevo, è un film del 2019 scritto, interpretato e diretto da Phaim Bhuiyan (premio David di Donatello che miglior regista esordiente). Phaim, anche nel film, è un giovane musulmano di origini bengalesi nato in Italia. Vive con la famiglia a Roma, a Torpignattara, quartiere romano multietnico, lavora in un museo e suona in un gruppo. Ad un concerto incontra Asia, suo esatto opposto: istinto puro, nessuna regola. Tra i due l’attrazione scatta immediata e Phaim dovrà capire come conciliare il suo amore per la ragazza con la più inviolabile delle regole dell’Islam: niente sesso prima del matrimonio. La serie prosegue il film senza soluzione di continuità. Io ne sono stato conquistato, per la freschezza e la simpatia del protagonista e per le situazioni descritte.  Il film dura 83 minuti, la serie sono 8 episodi di circa mezz’ora ciascuno.  Leggerezza ma non solo. Ci si commuove qualche volta e forse si comprende cosa si prova ad essere nati in Italia e dover aspettare fino a 18 anni per essere considerati italiani. Buona visione. Magari vi viene voglia di gustare una bella  pasta alla Currybonara 😊.

Blog estate: Bruciamo le mascherine (09/09/2020)

Non potevo aspettare per proporvelo, qualora non l’aveste visto. Non potevo inorridire e intristirmi solo io davanti a tanta stupidità umana. Io sono allibito. E in più penso che queste persone… voteranno. Guardate il video e tenetevi forte.

Blog estate: Vi consiglio un libro (12/02/2022)

Per una volta non vi consiglio una serie tv. Oggi voglio segnalarvi un romanzo, scritto da un mio carissimo amico che non ha bisogno di presentazioni: Saverio Marconi, noto ed apprezzato attore e regista al debutto nella narrativa. Il titolo è “La morte ci troverà distratti” e, per il momento, si può reperire solo su Amazon a questo link.  Si può ordinare sia in formato elettronico, che cartaceo con copertina flessibile o copertina rigida,
In alcune distopie immaginate nel passato, l’umanità rischiava di finire per infertilità diffusa.
Ora c’è una parte dell’umanità che vuole replicare la vita all’infinito, credendo di avere voce in capitolo. Con la stessa arroganza con cui ha distrutto interi ecosistemi per costruire pozzi petroliferi o resort a tema.
Non c’è nessuna differenza fra lo sterminio e la conservazione. Entrambi sono dettati dalla stessa arroganza di cambiare il mondo e le sue leggi. E ora che l’estinzione è arrivata per noi, la specie umana, non è assolutamente concepibile. È impossibile farsi da parte. È impossibile accettarlo.
È come se l’umanità fosse un vecchio, seduto in casa, bloccato dalle artriti, la mente che va e che viene, metastasi ovunque, la cataratta. Un vecchio che non si decide ad accettare la morte. Che continua a ostinarsi a volere, volere, volere, e non capisce che per tutta la vita non ha nutrito che un’illusione, un alito d’aria. Una grande e scintillante illusione: l’eternità.
I buoni amano la fine. I buoni mistici che odiano la religione del dio altro, il dio delle promesse. I buoni della rivolta. I buoni che sono sempre minoranza, e sempre contro la maggioranza. I buoni per la natura. I buoni per il presente.
I cattivi sono ossessionati dalla scienza e dal progresso scientifico, paradossalmente vogliono al tempo stesso conservare il proprio status quo e vogliono reiterare e ripetere sé stessi. Sono dei malinconici e dei passatisti. Perché in verità lo odiano il cambiamento. Ma scopriranno che il cambiamento non si ferma e il cambiamento è la fine. I cattivi sono arroganti, egoisti. Loro sono per la famiglia e per il capitale. Sono per gli ideali e per la speranza. Loro sono per il lavoro. Loro sono per il futuro. Loro siamo noi.
Nella nostra fantasia i cattivi volevano distruggere il mondo e i buoni stavano lì per salvarlo. Per fortuna la realtà è molto diversa da quella che ci eravamo immaginati, dalle distopie degli scrittori del passato. E ora che è qui, appare molto più vera e più giusta. Del resto, come diceva Borges, gli specchi e la copula sono abominevoli, perché moltiplicano il numero degli uomini.

Saverio Marconi Nato a Roma e cresciuto fra Venezia e Firenze. Nel 1975 si trasferisce a Roma e dopo molti spettacoli teatrali, sfonda nel cinema interpretando Gavino Ledda nel film PADRE PADRONE dei fratelli Taviani, film che vince la Palma d’Oro al Festival di Cannes. Viene diretto da molti registi fra cui Gillo Pontecorvo, Luigi Comencini, Pasquale Squitieri, Lucio Fulci.
Nel 1983 fonda a Tolentino (città natale della madre) la Compagnia della Rancia, di cui è ancora direttore artistico.
L’idea di questo libro ha origini lontane. Nel 1986 mette per iscritto l’idea. La storia a vari passaggi, da racconto breve a testo teatrale, dea film a serie televisiva, ma solo nel 2017 dall’incontro con Giovanni Ceccanti l’idea si materializza in un romanzo.
Romanzo che si legge tutto d’un fiato. Ve lo consiglio davvero.