A teatro! A teatro!

Ieri si è celebrata la Giornata Mondiale del Teatro.  io quest’anno ho ripreso a frequentare dopo un po’ di anni il teatro della mia città, il Teatro Civico di Tortona, struttura dove ho lavorato per 15 anni. Dopo essermi dedicato anima e corpo solo al musical, tornare alla prosa mi ha fatto molto piacere, anche perché la stagione di quest’anno, organizzata con la direzione artistica della Fondazione Piemonte Dal Vivo, è decisamente interessante e di qualità. Ho davvero tanti ricordi legati a questo teatro, ricordi che avevo anche raccolto in un sito internet che ancora potete trovare on line a questo link, e dove è possibile ripercorrere le prime stagioni dalla riapertura dopo i restauri, avvenuta il 2 maggio 1990, oltre ad articoli che illustrano la storia della struttura. Qui sotto ecco anche un bel video (tratto dal sito internet attuale) in cui è possibile ammirare l’interno del teatro, che merita però di essere “vissuto” dal vivo. Quindi vincete la pigrizia, lasciate il televisore e frequentate di più il teatro. Ne vale la pena. A teatro! A teatro!

Fabrizio Frizzi: la #Rai lo piange, ma lo ha fatto soffrire

I personaggi televisivi entrano nelle nostre case e finiamo spesso di affezionarci molto. Sicuramente ci è capitato con  Fabrizio Frizzi, per la sua allegria contagiosa e il suo modo di fare cordiale e signorile. Ieri quindi la notizia della sua scomparsa ha colpito un po’ tutti. Se ne è andato uno di famiglia, praticamente. Avevo avuto occasione di conoscerlo un po’ di anni fa, nel 2001, quando ai vertici della popolarità, era stato messo da parte dalla RAI per colpa di uno dei tanti direttori di passaggio che spesso fanno solo danni. (Frizzi fu costretto a un lungo periodo senza che gli venissero affidati programmi importanti. Poi ha dovuto un po’ umiliarsi anche partecipando come concorrente a “Ballando con le stelle” e “Tale e quale show” come un qualunque non-famoso. Per una persona sensibile come lui credo siano state davvero esperienze se non dolorose almeno mortificanti ). Sicuramente ne aveva sofferto molto, come capita a tutti quando si è vittime di ingiustizie sul lavoro, e si lasciò convincere a debuttare in teatro. Avevo deciso di ospitare il suo spettacolo al Teatro Civico di Tortona, dove raccolse due sere di “tutto esaurito”. Non era un grande attore, ma anche in quel caso la sua simpatia conquistava il pubblico.  Per due volte quindi sono stato a cena con lui dopo gli spettacoli e lo ricordo come una bella persona davvero: disponibile, solare, tutt’altro che “divo”. Non tutti i personaggi famosi sono così. Ci mancherà.

Mai generalizzare e #soccorrerenonèuncrimine

Stavo riflettendo sul fatto che negli ultimi giorni la gendarmeria francese ci ha offerto comportamenti opposti, entrambi ampiamente commentati dai media internazionali.  Prima è arrivata la notizia della donna di nazionalità nigeriana malata e incinta respinta alla frontiera dalla polizia francese e abbandonata davanti alla stazione di Bardonecchia (poi ha partorito a Torino ed è morta subito dopo). Una storia che fa male, che ci fa pensare che l’umanità abbia perso la capacità di provare dei sentimenti di pietà, di solidarietà, di fratellanza. Poi però leggiamo la notizia di Arnaud Beltrame, il poliziotto francese che, al terrorista del supermercato di Carcassonne, si è offerto come ostaggio al posto di una donna. Un vero eroe che ha pagato con la vita questo gesto di assoluta generosità e solidarietà. Un esempio che dimostra che invece i sentimenti di solidarietà e di fratellanza, grazie al cielo, sono ancora presenti.  Ma queste due storie così diverse, testimoniano secondo me anche un’altra cosa molto importante. Queste due storie che riguardano lo stesso ambiente, la polizia, e la stessa nazionalità, quella francese, dimostrano che non si deve mai generalizzare il proprio giudizio su una popolazione, su una professione, su un ambiente. Perché niente è tutto bene o tutto male. Vale la pena di conoscere persone diverse da noi, di frequentarle, di imparare e poi magari criticarle o stringere al contrario amicizie durature e importanti. Davvero nessun uomo è un’ isola come scrisse John Donne ( e i supermercati non c’entrano).
Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel possedere altri occhi, vedere l’universo attraverso gli occhi di un altro, di centinaia d’altri: di osservare il centinaio di universi che ciascuno di loro osserva, che ciascuno di loro è.
Marcel Proust

Poi c’è una terza storia, di cui ha parlato secondo me molto bene ieri sera Luciana Littizzetto, quando io avevo già scritto questo post. Per chi non l’avesse visto ve lo propongo qui sotto. #soccorrerenonèuncrimine

Consigli di serie: Breaking Bad


Ho scoperto che c’è ancora qualcuno che non ha mai visto “Breaking Bad”. Non è possibile. Se fosse così rimediate subito. È una delle serie più innovative ed avvincenti degli ultimi anni, andata in onda dal 2008 al 2013 per 5 stagioni e 62 episodi complessivi. Secondo me una delle serie che ha mantenuto un alto livello fino all’ultimo episodio. In breve, è la storia di Walter White, un tranquillo insegnante di chimica, che ha ricevuto una diagnosi terminale di cancro. In preda alla disperazione, decide di darsi alla produzione di meta-anfetamine per assicurare un futuro economico alla sua famiglia dopo la sua morte. Ma la strada dell’illegalità lo cambierà per sempre rendendolo addirittura un pericoloso personaggio temuto da tutti fino a renderlo irriconoscibile anche a se stesso. Il protagonista è interpretato da Bryan Cranston che offre una prova magistrale, come pure il co-protagonista Aaron Paul. L’intera serie è secondo me scritta in modo geniale: da non perdere davvero. Non essendo più nuovissima, non so dove consigliarvi di cercarla. Ma credo che non sia difficile trovarla. E con questa avete da trascorrere più di un solo fine settimana, direi. Una curiosità: da “Breaking Bad” è nata una serie “spin-off” intitolata “Better Call Saul”, anche questa da vedere.

Chi progetta i parcheggi?

Il problema dei parcheggi è decisamente molto sentito in tutte le città. I comuni guadagnano molto denaro con i parcometri e quindi più stalli di sosta ci sono e più sono contenti. Lo capisco. Ma ultimamente mi pare che in tutt’Italia per poter incassare di più si stia davvero esagerando con le ridotte dimensioni dei parcheggi tanto che, se non fossi dimagrito da qualche anno a questa parte, spesso non riuscirei assolutamente a scendere. Ma sono solo io che ho notato questo? Il problema esiste non solo negli spazi aperti ma anche nei grandi parcheggi sotterranei, a Milano ad esempio, in quelli “storici”, come Famagosta e Linate, ma anche in quelli costruiti più di recente tipo in Piazza Meda o Piazza Piemonte. Quest’ultimo poi aggiunge agli spazi troppo ristretti anche un ingresso davvero incomprensibilmente su curva a gomito che costringe, soprattutto chi entra per la prima volta e non ne è a conoscenza, a scendere dall’automobile per ritirare il biglietto. Ma sono anche molti quelli che rovinano la carrozzeria strisciando l’intera fiancata. Una volta riusciti a scendere, poi, spesso non si riesce ad entrare nello stallo di sosta appunto perché di dimensioni tropo esigue ed a quel punto bisogna fare inversione di marcia – cosa non agevole – perché entrata e uscita sono sulla stessa corsia. Complimenti a chi ha studiato questo parcheggio (che ha anche un ingresso che è riuscito a rovinare completamente l’estetica della piazza). A questi problemi di spazio si aggiungono anche poi gli automobilisti maleducati, quelli che non si fanno scrupoli a parcheggiare magari sui posti riservati ai portatori di handicap o che si sistemano in modo da occupare due postazioni. A costoro un creativo e vendicativo automobilista russo ha riservato un trattamento particolare, ripreso su un video diventato virale (vedi sotto).

Professionista di Instagram


Bisogna ammetterlo: è proprio brava. Basta vedere questa foto che è perfetta per il suo scopo. Chiara Ferragni è diventata mamma di Leone e a poche ore dal parto posta su Instagram una foto dove è già bellissima e in piena forma, dove si vede il neo-papà Fedez in dolce atteggiamento e il piccolo Leone si intravede nella sua prima foto pubblica. Insomma: tutto da vera professionista del social-network: una foto dove non manca nulla per la gioia dei fan. Ecco per quale motivo ha così successo ed è riuscita a costruire un impero su questo. Del resto non è un caso che sia tra gli under 30 più influenti a livello mondiale.  Io da buon adolescente 😊 sono anche su Instagram da qualche tempo (il mio nick è bluemax56), ma ancora non ho imparato ad usare bene questo social basato solo sulle immagini e ho quindi “qualche” follewer in meno di lei.

È Primavera!

Ieri è cominciata la Primavera secondo i meteorologi, ma il giorno tradizionale per il primo giorno di questa stagione è oggi. Quest’anno, a giudicare dal clima,  è sicuramente in ritardo, ma per consuetudine io la considero “in azione” da oggi.
Adesso quindi prendetevi qualche minuto per voi. Sedetevi, chiudete gli occhi e rilassatevi ascoltando Vivaldi.
Qualche volta all’anno si può fare, no? Vedrete che il vostro umore ne guadagnerà.

 

Le polemiche tv di #BallandoConLeStelle @Ballando_Rai

L’argomento di oggi è decisamente scottante 😊. Sabato scorso tornando da teatro (che è sempre il meglio che si può fare: cercate di andare a teatro quando potete, o al cinema, o a un concerto: insomma a un evento da vivere dal vivo in modo collettivo. La televisione qualche volta bisogna lascarla perdere) mi è capitato di vedere un pezzo di “Ballando con le stelle”, trasmissione che non amo particolarmente. Vista l’ora abbastanza tarda però la pigrizia mi ha lasciato su Raiuno e mi è capitato di vedere il tanto discusso “gran rifiuto” di Ivan Zazzaroni. Per chi non lo sapesse in gara quest’anno c’è un tal Giovanni Ciacci, costumista, omosessuale dichiarato, che, per la prima volta nella storia del programma TV, si esibisce in coppia con un uomo, “same sex dance” quindi. Ciacci balla decisamente male, secondo me, ma non ho trovato assolutamente nulla di scandaloso nella sua performance. Invece il giudice Zazzaroni ha dichiarato che no, la cosa non gli sta bene: “”Io non ho nessun problema con le scelte sessuali. Avevo detto già la scorsa settimana che questa cosa esteticamente non mi piace e lo confermo. Non è contestualizzato nella gara e non lo voto. Tengo le mani basse e non li voto“. Ovviamente poi ha tenuto pure a sottolineare di non essere omofobo. Su quest’ultima osservazione io ho tante riserve, ma può essere solo chiusira mentale… Come ha fatto notare Selvaggia Lucarelli, altra giudice del programma, cosa avrebbe detto delle Gemelle Kessler allora? O di Roberto Bolle e il ballerino siriano Ahmad Joudeh? O di Gene Kelly  e Donald O’Connor nei numeri strepitosi di “Cantando sotto la pioggia”? È proprio vero che tutto quanto fa parlare del programma piace comunque alla generalessa Carlucci