Consigli di serie: Sherlock


Credo che non ci sia bisogno di presentare Sherlock Holmes. La serie di cui vi parlo oggi s’intitola “Sherlock”, è prodotta dalla BBC, e la sua particolarità è quella di essere ambientata ai giorni nostri. Quindi non aspettatevi lenti ragionamenti per arrivare al punto: qui è tutto giocato sul ritmo, un ritmo in genere molto veloce. Reduce dalla guerra in Afghanistan, Watson a Londra diventa compagno d’appartamento di Sherlock Holmes, un detective decisamente originale con il quale instaurerà un rapporto che gli cambierà la vita.
La serie, composta da quattro stagioni, è magistralmente interpretata da Benedict Cumberbatch (The Imitation Game) nel ruolo del titolo e da Martin Freeman (Lo Hobbit) in quello di Watson. Occorre molta concentrazione per riuscire a seguire bene i ragionamenti di questo moderno Sherlock Holmes, quindi non so se consigliarvi di vedere tutta la serie in un solo fine settimana perché potrebbe risultare un po’ stancante. Certo è un’opera che non si può perdere, perché è decisamente accattivante, con musica e riprese di gran classe. Sotto: un video con alcune scene da cui potete già capire l’alto livello della serie.

Buon appetito: è il Carbonara Day #carbonaraday

Per chi non lo sapesse oggi è il “Carbonara Day” e non solo in Italia. Si celebra questo piatto in tutto il mondo, il 6 aprile di ogni anno.  Lo hanno istituito dallo scorso anno le associazioni Aidepi (Industrie del Dolce e della Pasta Italiane) e Ipo (International Pasta Organisation). L’hastag è ovviamente #carbonarday e bisognerebbe utilizzarlo sui social per scambiare varianti sulla ricetta originale perché, dicono i promotori, la carbonara è così buona che volte è irresistibile anche con ingredienti sbagliati o inusuali. Io la Carbonara migliore l’ho sempre mangiata a Roma e, d’altra parte, il piatto ha origini perlomeno laziali, se non proprio di Roma città. Si parla quasi sempre di “spaghetti alla carbonara”, ma proprio a Roma in un ristorante vicino al Teatro Sistina, ne avevo mangiata qualche anno fa una davvero ottima fatta con le mezze maniche rigate.  Solo a scrivere mi viene una gran voglia di andare a Roma e di mangiarmi una carbonara!
 Oggi forse conviene mettere da parte la dieta e farsi davvero una bella carbonara: che ne dite? La ricetta? Eccola:
Ingredienti Guanciale 150 g, Tuorli di uova medie 6, Pecorino romano 50 g, Sale fino q.b.,  Pepe nero q.b. Per preparare la carbonara ovviamente cominciate mettendo sul fuoco una pentola con l’acqua salata per cuocere la pasta. Nel frattempo eliminate la cotenna dal guanciale e tagliatelo prima a fette e poi a striscioline spesse circa 1cm . La cotenna avanzata potrà essere riutilizzarla per insaporire altre preparazioni. Versate i pezzetti in una padella antiaderente e rosolate per circa 15 minuti a fiamma media, fate attenzione a non bruciarlo altrimenti rilascerà un aroma troppo forte. Nel frattempo tuffate la pasta nell’acqua bollente e cuocetela per il tempo indicato sulla confezione. Intanto versate i tuorli in una ciotola,  aggiungete anche la maggior parte del pecorino previsto dalla ricetta – la parte restante servirà per guarnire la pasta -. Insaporite con il pepe nero, amalgamate tutto con una frusta a mano. Aggiungete un cucchiaio di acqua di cottura per diluire il composto e mescolate. Intanto il guanciale sarà giunto a cottura, spegnete il fuoco e tenetelo da parte. Scolate la pasta al dente direttamente nel tegame con il guanciale e saltatela brevemente per insaporirla. Togliete dal fuoco e versate il composto di uova e pecorino nel tegame, saltate la pasta per amalgamare. e se dovesse risultare troppo asciutta potete aggiungere poca acqua di cottura (13). Servite subito la carbonara insaporendola con il pecorino avanzato e il pepe nero macinato. (tratto da giallozafferano.it)
P.S. Aggiornamento delle ore 14: mia moglie evidentemente stamattina ha letto Il blog di Blue Max. Ottima!

Come si può perdere il proprio tempo

Breve storia triste.
Trovo nella cassetta della posta l’avviso per una raccomandata. Non ero in casa. Capita. Vedo però ancora in strada l’automobile della postina. Corro per parlarle ma non mi vede e si allontana. Pazienza. Leggo, sull’avviso che mi è stato lasciato, che dovrò recarmi al vicino ufficio postale, dove la busta sarà lasciata in giacenza. Purtroppo leggo con poca attenzione: mi pareva di aver capito che il ritiro sarebbe stato possibile dal giorno successivo quando, appunto, faccio due passi e mi dirigo verso la sede locale delle poste. Quando sono davanti all’ingresso mi preparo con l’avviso e stavolta leggo che il ritiro sarebbe stato possibile non in quel giorno ma il giorno ancora successivo. Quindi nulla. Colpa mia. Torno a casa sempre pensando che si tratti di una multa. Sull’avviso di giacenza infatti non c’è scritto chi è il mittente, ma solo che la busta arriva da Milano, è stata inviata a Genova dove è stata smistata per Tortona (perché adesso come saprete così funziona. Forse anche per tornare all’ufficio postale ripassa da Genova e per quello bisogna aspettare due giorni per poterla ritirare? Boh, misteri). Il giorno dopo finalmente posso andare a farmi consegnare la preziosa missiva, sempre con l’ansia che si possa trattare di una contravvenzione. Invece il logo sulla busta già mi tranquillizza. È infatti quello della mia vecchia banca, della quale non sono più cliente da un anno e mezzo con conto chiuso e nulla in sospeso. E allora cosa vogliono da me? Hanno forse trovato una giacenza di denaro che mi spetta? Un tesoretto che mi ero dimenticato di avere? No: nulla di tutto questo purtroppo. Mi dicono che devono aggiornare i miei dati e che se non provvedo entro 15 giorni dovranno troncare ogni rapporto con me. Ma non c’è già più nessun rapporto aperto con me e quella banca, che mi ha fatto solo perdere un sacco di tempo per niente. E il tempo è denaro, dovrebbe ben sapere la banca. Mi posso far pagare quindi? Sempre più convinto, comunque, di aver fatto bene a cambiare banca.
Fine della breve storia triste.

Autonomia e Cultura @LombardiaOnLine @SBGalli

Premessa: davvero questo breve post non vuole avere significati polemici. È che davvero non comprendo il senso di una cosa e vorrei che qualcuno che invece lo ha inteso me lo spiegasse.
Dalla scorsa settimana la Regione Lombardia ha una nuova giunta e sono stati annunciati i vari assessori con le rispettive deleghe. Nel gioire perché ancora esiste un Assessorato alla Cultura (non era scontato in questi periodi), quello che davvero non riesco a capire, ma sicuramente è un mio problema, è l’abbinamento che è stato dato a queste deleghe. Infatti Stefano Bruno Galli è stato nominato Assessore all’Autonomia e Cultura. Già ho difficoltà a comprendere cosa si intenda per “Autonomia”, ma appunto l’accostamento tra “Autonomia” e “Cultura” mi è davvero oscuro. Non capisco prima di tutto se si tratta di un casuale abbinamento di due competenze – e quindi avrebbe potuto essere benissimo , ad esempio, Alimentazione e Cultura – oppure se i due termini vanno intesi davvero insieme e quindi l’Assessore debba preoccuparsi di diffondere la “cultura dell’autonomia” oppure l’”autonomia della Cultura lombarda” tra i cittadini della Regione.  Davvero non lo capisco e se qualcuno mi spiega la cosa ne sarei lieto. Grazie.

I pesci d’aprile

Chi mi conosce sa che non mangio pesce, ma sa anche che i pesci d’aprile invece li apprezzo molto. Una tradizione che mi è sempre piaciuta. Non so perché. E ancora oggi mi diverte. Sul portale www.musical.it che curo da vent’anni è ormai diventato un appuntamento fisso (se volete vedere quello di quest’anno e tutti quelli passati potete collegarvi a questo link). Quest’anno ne ho trovati alcuni davvero carini, come quello della Disney che ha annunciato la messa in scena del musical “Il Re Leone” tra i ghiacci dell’Antartide: uno scherzo in grande stile con tanto di video promo che vi mostro qui:

Notevole anche quello del sindaco di Parma Federico Pizzarotti che ha annunciato un (falso) invito a fare il premier da parte di Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Divertente quello della catena Burger King che ha lanciato con il Chocolate Whopper, un panino ipercalorico con pane al cioccolato, salsa di lampone, scaglie di cioccolato al latte, crema alla vaniglia, anelli di cioccolato bianco e canditi di arancia rossa. Un po’ disgustoso quello del Tonno Callipo che ha lanciato una bevanda con lo slogan “Tonno da bere”. Questi quelli che ho visto io, ma sicuramente ce ne sono stati molti altri visto che da qualche anno sono tornati abbastanza di moda.

Consigli di serie


Per questi giorni di Pasqua, se non andate in giro ma volete dedicarvi al binge-watching, per essere preparati alla terza stagione che Netflix ha in preparazione, tuffatevi in “Stranger Things”. Ambientata negli anni ottanta in una fittizia piccola città dell’Indiana, Hawkins, è incentrata sugli eventi legati alla misteriosa sparizione di un bambino e all’apparizione di una ragazza completamente rasata fuggita da un laboratorio segreto e dotata di poteri telecinetici. Non voglio raccontarvi di più perché essendo un thrilling fantascientifico va scoperto pian piano. Vi dico solo che in qualche modo può ricordare i Goonies e che il cast dei ragazzi è strepitoso. Imperdibile anche la colonna sonora con i mitici Clash. Sono 8 gli episodi della prima stagione e 9 quelli della seconda. E non riuscirete a interrompere la visione prima di essere arrivati in fondo. Buona visione.

Buona Pasqua

Auguri amici. Vi auguro Buona Pasqua con una delle foto che mi hanno maggiormente colpito nell’ultimo periodo e con un brano musicale che non ha bisogno di presentazioni.

Cambio dei ritmi sonno/veglia

Vi siete ricordati di spostare le lancette dell’orologio nella notte di sabato e domenica? Beh spero proprio di sì perché ormai sono passati un po’ di giorni! E come vi sentite adesso, per i diversi ritmi di sole/buio? Pare che il cambio dell’ora causi ogni anno numerosi disturbi. Da problemi di insonnia a difficoltà nel concentrarsi, da forme di stress cardiaco e psicologico al rischio di un aumento di incidenti alla guida o sul lavoro. Leggo su internet “Il cambiamento coinvolge infatti il ritmo circadiano (orologio che regola molte funzioni cicliche nel nostro corpo) e la sintesi della melatonina, che solitamente avviene proprio nelle ore di buio favorendo il sonno. Il risultato è che l’organismo può essere “confuso” sul ciclo veglia-riposo, subendo una sorta di effetto jet lag, che per alcuni può durare un giorno, mentre per altri settimane”. Probabilmente il mio ritmo circadiano è sballato da tempo, perché non ho mai riscontrato nel cambio dell’ora cambiamenti del mio rapporto sonno/veglia.  Io purtroppo da anni mi sveglio molto presto al mattino, estate e inverno, disturbando con ogni tipo di orario (legale o solare) mia moglie, che invece dormirebbe senza problemi in qualunque situazione e a qualunque latitudine. In compenso nel mezzo della notte ho un sonno così profondo che non mi accorgo di nulla: non sento mai temporali, nubifragi, lancinanti sirene di allarme, addirittura non ho sentito una scossa di terremoto. In effetti questo non è confortante per chi mi dorme accanto: se si sentisse male probabilmente me ne accorgerei solo il mattino seguente. Però presto 😊.