Canzone per una buonasera e una buonanotte

Come ho detto, da diversi anni ogni sera condivido su Facebook e su Twitter una “canzone della buonanotte” ed ora ogni tanto la pubblico pure qui. Questo è un brano che mi piace moltissimo, tratto un musical davvero “cult”. È la versione di “Do You Hear The People Sing?” del musical “Les Miserables” tratta dal celebre film del 2012 diretto da Tom Hooper ed interpretato da un cast stellare.

Un giorno dopo l’altro

Ieri sera sono stato alla Salumeria della Musica di Milano alla presentazione del nuovo CD dei Favonio, il cui cantante Paolo Marrone è mio amico da un po’ di anni.  È un album dedicato a Luigi Tenco e contiene alcuni tra i brani meno popolari del cantautore, scomparso nel 1967. Ha già pensato Marco Mangiarotti de “Il Giorno” a dedicare una critica più che positiva a questa fatica discografica del gruppo foggiano e io, che critico musicale non sono, mi limito quindi a consigliarvene l’ascolto perché davvero sono brani molto suggestivi (e quello che vede il duetto con Mimmo Borrelli del brano “Com’è difficile” – una parte tradotta in napoletano – è davvero straordinario). Quello su cui ieri sera riflettevo con mia moglie è che Tenco, oggi, avrebbe quasi 80 anni e la cosa ci sembra davvero incredibile. Incredibile che siano passati già 50 anni dal suo gesto estremo e che, all’epoca, a neppure 29 anni, avesse già scritto testi così poetici e profondi.

 

Blue Friday

Oggi vi offro a prezzo scontatissimo –  pari a zero – un po’ di radio fatta da me negli anni ’80. Era RTL di Tortona (AL) e mi ha visto tra i protagonisti tra il 1976 e il 1986. Ho iniziato con 30 minuti alla settimana e poi, visto che la tendenza all’esagerazione fa parte del mio carattere, avevo occupato gran parte del palinsesto (e sconfinato anche in altre radio della zona: Radio Gold e Radio Più). Ho ritrovato tempo fa un po’ di sigle e “stacchetti” e qualche registrazione di scherzi telefonici realizzati sotto la mia direzione per un programma che avevo intitolato “Ma Che Follia!”. Se vi va… buon ascolto.






TUTTO QUESTO È MOSTRUOSO

L’altro giorno su diversi giornali locali e nazionali è stata pubblicata la notizia di una bambina musulmana di 9 anni stuprata dall’uomo di 35 a cui era stata data in sposa. Ne hanno riferito e commentato fra gli altri da Libero, Giornale, GazzettinoSecolo d’ItaliaIl Fatto Quotidiano; Mattia Feltri ha dedicato a questa notizia il suo Buongiorno su La Stampa. Successivamente il Fatto Quotidiano ha verificato la notizia con i Carabinieri di Padova, pubblicando la loro dichiarazione in cui affermano trattarsi sicuramente di una notizia falsa, e scusandosi per la pubblicazione. Stessa cosa ha fatto Mattia Feltri. Resta il fatto che forse le notizie dovrebbero essere verificate prima di essere pubblicate, ma anche le scuse a posteriori possono essere apprezzate.  Naturalmente nel frattempo i social sono stati invasi dai commenti più scontati contro l’immigrazione e la cultura dell’accoglienza. Matteo Salvini non si è fatto scappare l’occasione di twittare “TUTTO QUESTO È MOSTRUOSO” (sì proprio con questo elegante carattere tutto maiuscolo) e, al momento, senza alcuna scusa pubblicata.

Ma ieri i giornali hanno anche dato un’altra notizia, di un fatto questa volta avvenuto a Ravenna, dove un uomo italiano è accusato di aver avuto rapporti sessuali con una ragazzina di 14 anni, “fidanzatina” del figlio, alla quale avrebbe anche mostrato video pornografici per una sorta di educazione sessuale rapida. Ecco: su questa notizia non ho letto commenti, non ho letto insulti: nulla di nulla. Questo, che è un fatto vero, NON È MOSTRUOSO?

Una buona notizia

Finalmente, ogni tanto, una buona notizia, che vi riporto qui:

❗❗APRE A MILANO IL PRIMO TEMPORARY SHOP DI PORNHUB IN EUROPA ❗❗

Le porte dello Store si apriranno il 1 Dicembre in Corso Como, i fedeli potranno acquistare prodotti Pornhub creati in esclusiva per i regali di Natale.

Lo Store si trova in via De Cristoforis 5, a due passi da Corso Como, in una delle zone più rinomate per lo shopping milanese. L’atelier di 60 metri quadrati, situato in un tipico cortile milanese, rappresenta la prima presenza fisica del brand in Europa, e sarà la perfetta occasione per uno shopping natalizio alternativo.

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Il Pornhub Christmas Store sarà aperto al pubblico:
dall’1 al 31 Dicembre, con i seguenti orari:
Da Martedì a Domenica: orario continuato 10-­‐20,
Lunedì 13-­‐20
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❌ L’ingresso sarà vietato ai minori di 18 anni.

Oltre alla linea di abbigliamento e gadget ufficiali, nello store saranno presenti prodotti in esclusiva come la linea di lubrificanti
Pornhub, le Pornhub Premium Card e la nuova linea di sex toys Pornhub in collaborazione con Ann Summers.

Grazie alla partnership con la creative factory milanese Freak & Chic, nello store sarà disponibile Squillo®, il gioco di carte satirico più venduto d’Italia, oltre a prodotti in limited edition disegnati per Pornhub da alcuni dei più importanti disegnatori e fumettisti italiani come Roberto Recchioni, Davide Toffolo, Tanino Liberatore e Fumettibrutti.

 

Abbiamo finalmente risolto il problema dei regali di Natale, no? Cosa potrebbe esserci di più adatto per una festività religiosa, del resto.  Non aggiungo altro, se non che sicuramente… avrà anche successo.

Il lancio della monetina

Ma è possibile che un’assegnazione così importante (il trasferimento da Londra, dopo la Brexit,  della Agenzia Europea del Farmaco), che comporta circa 900 dipendenti per un indotto di un miliardo e 700 milioni di euro, venga deciso dall’Unione Europea con un lancio di monetina come se fosse lo spareggio di una partita di calcio? Resta il fatto che è il secondo lunedì consecutivo che vede l’Italia eliminata da qualcosa di importante e redditizio. In entrambi i casi, comunque, non è solo questione di sfortuna. Oltre a “rifondare il calcio”, di cui francamente m’ importa davvero poco, forse occorre rivedere bene anche la nostra politica estera, la nostra diplomazia ma anche la nostra immagine agli occhi degli stranieri attraverso il turismo che ospitiamo. E questo dipende sì dai governi, ma anche e  soprattutto da tutti noi italiani.

La classe non è acqua

Una delle cose che mi provoca maggiore fastidio è quando qualcuno per promuovere un suo lavoro si mette a parlar male di quello di altri. Purtroppo negli ultimi anni questa è una pratica abbastanza diffusa, anche nell’ambiente dello spettacolo. La pubblicità comparativa palese in Italia non ha mai avuto un grande utilizzo, mentre il velato (neppure più tanto) denigrare è decisamente in auge, soprattutto nel mondo social, ma non solo. Nella pratica di tutti i giorni forse è sempre stata un’abitudine: l’idraulico chiamato a riparare un rubinetto, ad esempio, ha sempre criticato come era stato svolto il lavoro in precedenza. Ora capita anche di sentire o leggere attori o registi che criticano il lavoro di colleghi. Alcuni lo fanno anche pubblicamente mentre stanno promuovendo un proprio lavoro, come se la critica all’opera di un collega potesse far risaltare maggiormente la propria. Oltre al fatto che così non è, trovo che sia quanto di più inelegante si possa fare. Ma d’altra parte l’eleganza nel comportamento, la classe… non esistono quasi più. La classe non è acqua del resto.

Lord Chesterfield… e le e-mail

Lord Chesterfield diceva che “È questione di buona educazione rispondere alle lettere entro un tempo ragionevole, quanto rispondere a un inchino immediatamente”. Secondo me ora la stessa cosa si deve applicare alla posta elettronica. In questa settimana mi sono relazionato con due importanti direttori che hanno entrambi risposto in brevissimo tempo a due mie e-mail. La cosa mi ha stupito molto perché purtroppo non è una prassi comune. Qualcuno dirà con tutte le richieste assurde che mi arrivano, perché dovrei perdere tempo a rispondere? Perché una risposta, soprattutto con la posta elettronica, magari solo una risposta interlocutoria, richiede pochi secondi e spesso dare riscontro fa davvero parte del nostro lavoro e provoca, a mio parere, anche un buon ritorno di immagine per l’azienda per cui si lavora.

Io tendo sempre a rispondere a tutti e se è capitato invece che non avete ricevuto una mia risposta… beh mi scuso davvero.

@maramaionchi e il fattore X (@XFactor_Italia)

Ebbene sì. Io seguo X Factor. Lo seguo da sempre, già da quando era su Raidue. Ne ho seguito da vicino il passaggio su Sky poiché le prime edizioni sulla pay-tv si svolgevano nel teatro per cui lavoravo. Nonostante tutte le critiche di molti “addetti ai lavori” (o livori) trovo sia una trasmissione realizzata con grande professionalità e classe. Nel tempo ha anche fornito al mondo della musica leggera italiano alcuni nomi interessanti (non solo Marco Mengoni, uno dei pochi italiani che ancora riempiono davvero i palazzetti, ma anche Francesca Michielin, Michele Bravi, Giusy Ferreri). Vedendo le prime puntate dell’edizione di quest’anno, però, mi sono trovato decisamente a disagio, poiché davvero non riuscivo più a comprendere il perché della maggior parte delle assegnazioni e dei giudizi dei giudici, trovandomi in sintonia solo con Mara Maionchi. Ho pensato che la cosa fosse dovuta alla maggior vicinanza anagrafica: in parole povere ci capiamo fra vecchi… In realtà però alla vigilia del quinto live la Maionchi è l’unica dei 4 giudici ad essere riuscita a mantenere in gara tutti i suoi 3 concorrenti. Tutti gli altri ne hanno perso 1 o 2. E visto che sono convinto che ad esprimere il televoto siano soprattutto i giovani, forse sono gli altri giudici ad avere una visione troppo elitaria e di nicchia del mondo musicale. Qualcuno mi dirà che quelli che votano non è detto che poi acquistino i dischi: ma c’è davvero ancora qualcuno che li acquista i dischi?

Si accettano commenti, evitando però i soliti “tanto è tutto combinato”, “non è vero nulla”, ecc.ecc. Le tesi “complottistiche” (su qualunque argomento, soprattutto su quelli più seri di questo… e non ci vuole molto) qui saranno sempre bannate.

Sempre in autostrada…

Ormai in autostrada le scritte luminose non avvisano quasi mai di code o lavori in corso che potrebbero indurti ad uscire al casello precedente facendoti spendere meno (ieri ho dovuto attendere quasi 30 minuti per uscire al casello di Tortona causa lavori in corso quando con un avviso avrei potuto utilizzare il casello di Castelnuovo Scrivia e far prima senza dubbio), ma sono quasi tutti occupati dalla scritta “Accertamenti per violazione mancato pedaggio”. Da un po’ di mesi infatti è in vigore una nuova normativa per arginare il fenomeno dei “furbetti del pedaggio”, quelli che, per esempio, si incolonnano nel casello telepass o viacard senza esserne in possesso e che per questo motivo non pagano la somma dovuta visto che prima o poi la sbarra viene alzata per non bloccare completamente il transito. Adesso ci sono degli “ausiliari del pedaggio” che possono intervenire per multare questi automobilisti. Fin qui giusto e tutto bene. La mia attenzione si rivolge alla frase usata, Accertamenti per violazione mancato pedaggio, perché la violazione è del pagamento del pedaggio non del mancato pedaggio che non è violato perché se fosse violato sarebbe pagato 😊. Insomma parlo solo di una questione linguistica. Non era più semplice e più chiaro scrivere Accertamenti dei mancati pagamenti del pedaggio?