Consigli di serie: Atypical

Oggi vi presento una serie televisiva americana che ha debuttato con la prima stagione di 8 episodi nel 2017 e lo scorso mese con la seconda di 10 puntate. Ma si parla già di una terza serie (speriamo). S’intitola “Atypical” ed  è la storia, ambientata nel Conncticut, di Sam, un ragazzo affetto da sindrome dello spettro autistico. Giunto vicino ai 18 anni vorrebbe essere indipendente e conoscere l’amore. Lo seguiamo quindi mentre è alla ricerca di se stesso, aiutato – e controllato –  dalla sua famiglia – la madre Elsa, il padre Doug e l’importante sorella Casey – cercando di sopportare i grandi cambiamenti del suo più che metodico stile di vita. Ma la serie pone soprattutto un interrogativo: cosa vuol dire essere “normale”? Il magazine Forbes, l’ha definita “la migliore serie TV mai realizzata da Netflix”: io non so se sia davvero così, certo è che è decisamente un buon prodotto, da non perdere. Buon binge-watching!

Piccolo spazio pubblicità

Oggi mi concedo un po’ di pubblicità per un portale internet che curo ormai da vent’anni. Si tratta di www.musical.it , sito informativo sul teatro musicale italiano ed internazionale. Un genere che, appunto negli ultimi vent’anni, ha avuto un riscontro sempre maggiore anche nel nostro paese. Mi fa piacere parlarvene oggi perché da ieri siamo on line con una nuova versione del sito, che abbiamo rinnovato dopo un lungo periodo (l’ultimo restyling risaliva a più di dieci anni fa). Era stato creato nel 1997 a sostegno della prima mitica edizione di “Grease” (quella con Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia), ma poi è diventato un punto di riferimento per gli appassionati che vi possono trovare notizie su nuovi allestimenti, i tour italiani delle varie produzioni, i musical in scena nelle capitali del genere che sono indubbiamente Londra e New York, e … anche un po’ di gossip. La mia è una passione esplosa nel 1988 quando, durante la mia prima visita a New York, sono stato a vedere “Cats”. Da lì è partito tutto: la sera dopo ero ad assistere a “Starlight Express” e poi purtroppo dovevo rientrare. Ma poi eccomi a Londra per “The Phantom of the Opera” e altro… e così via… non mi sono mai fermato. Fino a che nel 1992, come Direttore del Teatro Civico di Tortona, ho ospitato il riallestimento del musical “La Cage Aux Folles” e quindi ho avuto la possibilità di conoscere e fare amicizia con Saverio Marconi, che è indubbiamente la persona cui si deve il successo del musical in Italia ed anche un deciso cambiamento della mia attività professionale 😊. Quindi se volete fare un salto a vedere www.musical.it mi fate piacere perché così fate aumentare il contatore delle visite. Grazie. Ah: potreste anche mettere un “mi piace” alla pagina Facebook e seguire il profilo Twitter e quello Instagram. Grazie.

Alla faccia delle menti chiuse

Ieri sono stato a prendere un caffè in una notissima caffetteria di Milano (non dico il nome non per evitare pubblicità ma per non rendere riconoscibili e mettere in imbarazzo le persone di cui parlerò). Mentre ero in coda per fare lo scontrino, due dei giovani baristi, entrambi di sesso maschile, incrociandosi dietro il bancone, dopo essersi guardati con occhi più che affettuosi, si sono scambiati un rapido, casto, bacio sulla bocca, proseguendo poi il proprio lavoro. Una scena molto bella, tenera, piena d’amore, di felicità.. Ma la cosa che più mi ha sorpreso, positivamente, è che nessuno dei presenti è parso imbarazzato o scandalizzato dalla cosa. Anzi: un’anziana signora (decisamente più anziana di me) che ha notato che anch’io avevo visto, mi ha sorriso dicendo “Che carini!”. Beh: è una di quelle situazioni che ti fa sperare che le menti chiuse non potranno averla vinta, che non riusciranno a riportarci nel medio evo. Insomma: alla faccia del ministro Fontana, delle sentinelle in piedi, di Pro Vita e così via…

Quattro frecce… e via!

Il dispositivo, presente per legge in tutte le automobili, che permette di accendere contemporaneamente i quattro indicatori di direzione, è consentito dal codice della strada solo per segnalare situazioni di reale pericolo: per ingombro della careggiata in caso di incidente, per segnalare un improvviso rallentamento e incolonnamento, per un guasto al motore… insomma non per parcheggiare in seconda o terza fila per scendere a prendere il caffè. L’accensione delle quattro frecce non autorizza qualsiasi parcheggio selvaggio che costringa gli altri automobilisti a pericolose manovre per evitare incidenti. Non è una giustificazione se si bloccano altre automobili o il passaggio di un’ambulanza. Ma soprattutto non consente di parcheggiare o sostare davanti al mio cancello, dove è anche esposto chiaramente il segnale di passo carrabile. Invece questo avviene circa due/tre volte al giorno, spesso naturalmente quando io devo entrare e uscire. A dire il vero ultimamente questi signori e signore non accendono neppure più le quattro frecce. Parcheggiare lì è così comodo che non capiscono perché io a volte debba farli spostare e mi guardano con fare tra l’interrogativo e lo scocciato…