Blog estate: Non sono razzista, ma … (09/06/2020)

Ecco una frase che non vorrei mai sentire, che davvero mi dà tanto fastidio ascoltare, che giudico assolutamente inappropriata e ipocrita: “Non sono razzista, ma …” e qualunque cosa si aggiunga dopo. Una frase così, già di per sé, è portarsi dietro un seme di razzismo, neppure tanto velato. E purtroppo anche nel nostro paese è una frase che si sente dire, spesso, troppo spesso. È, secondo me, indice di arretratezza culturale e superficialità, di retaggi di un’eduzione sbagliata nei confronti della considerazione dei diversi, di tutti i diversi, dimenticandoci che pure noi siamo “i diversi” per qualcun altro. Ho letto di tutto sui social in questi giorni nei confronti di chi ha messo in atto, anche in Italia, la protesta #BLACKLIVESMATTER. Non riesco a capire, davvero non riesco a capire perché si deve sempre criticare chi decide di fare qualcosa, magari di poco concreto ma sicuramente non dannoso, per esprimere solidarietà verso qualcuno. Perché occorre sempre fare confronti, criticare, dire: ma perché non protestate anche per Honk Kong?, per la Libia?, per i lavoratori italiani? ecc.  Perché bisogna sempre fare queste stupide differenze: a cosa porta questa contrapposizione perenne, questo odio diffuso e sterile? Rinuncio a capire e continuerò ad agire secondo quanto mi sembra giusto fare. Vorrei anche dire, d’altro canto, che supportare il Black Lives Matter americano e poi contestare i migranti che attraversano il Mediterraneo sui barconi è veramente da ipocriti. Anche in Italia “le vite dei neri contano” e ci sono ancora enormi progressi di convivenza da fare.

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