Ha suscitato polemiche l’ultima “letterina” di Luciana Littizzetto a “Che tempo che fa” su Raitre. Io ero via e ho potuto vedere il video solo recentemente su Raiplay. L’attrice parlando dei prossimi Referendum ha criticato, nel suo stile, la difficoltà per la gente comune di comprendere appieno quesiti così tecnici e di aver quindi pensato il 12 giugno di andare al mare, ma poi che, per dovere civico, a votare andrà sicuramente lo stesso. La polemica, ovviamente, si è fermata sull'”andare al mare” e non sul finale. Il deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, è stato tra i primi a commentare l’episodio con un tweet: “Il monologo di Littizzetto contro i referendum Giustizia è buona informazione da servizio pubblico? Che ne pensa l’Agcom che a pochi giorni dal voto fa solo richiami generici? Che dice il neocommissario Capitanio?“. Dalla Lega arriva la richiesta di una interrogazione parlamentare: “ha di fatto rappresentato le posizioni contrarie al referendum Giustizia senza contraddittorio“. Che terribile ipocrisia. Intanto non si trattava di informazione ma di comicità, Da quando si chiede il contraddittorio per la satira?
Io comunque la penso esattamente come lei. Eleggiamo i nostri rappresentanti, li paghiamo mica poco: studino loro e si mettano d’accordo sul cambiare le leggi che non funzionano senza spendere milioni in referendum abrogativi che, nel 99% dei casi – ormai è assodato -, non raggiungono il quorum e si rivelano, quindi ,solo uno spreco di denaro pubblico.
Per quanto mi riguarda, quindi, contrariamente a Lucianina, non so se andrò a votare il 12 giugno e, comunque, non per andare al mare.


